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Il mal di schiena è uno dei problemi di salute più comuni dell'era moderna. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, fino all'80% delle persone soffre di mal di schiena almeno una volta nel corso della propria vita, e gran parte di questi disturbi non nasce durante le prestazioni sportive o i lavori fisici pesanti, ma durante le normali attività quotidiane. Sollevare le borse della spesa, tirare fuori il passeggino dal seminterrato o sollevare ripetutamente un bambino piccolo dal pavimento – sono situazioni che la maggior parte di noi affronta decine di volte al giorno, senza pensare a cosa succede alla colonna vertebrale. Ed è proprio questa inconsapevolezza il più grande nemico di una schiena sana.

Le persone danneggiano la schiena più spesso non a causa di un sovraccarico occasionale, ma a causa di schemi motori scorretti e prolungati nel tempo. La colonna vertebrale è una struttura straordinaria capace di sopportare carichi enormi, ma solo quando viene sollecitata in modo corretto e uniforme. Non appena ci pieghiamo ripetutamente in modo da sovraccaricare i dischi intervertebrali o le capsule articolari, si innesca un'usura progressiva che può manifestarsi come dolore sordo, ernia del disco o addirittura problemi cronici che limitano la qualità della vita per molti anni.


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Perché i genitori di bambini piccoli sono così a rischio

I genitori di neonati e bambini in età di gattonamento costituiscono uno dei gruppi più a rischio per quanto riguarda il sovraccarico della colonna lombare. Un bambino piccolo pesa in media tra i 6 e i 12 chilogrammi, ma questo di per sé non è il problema. Il problema è la frequenza – gli esperti stimano che chi si prende cura di un bambino piccolo lo sollevi durante il giorno cinquanta volte o più. Ogni sollevamento è un piccolo sforzo che si accumula. Se a questo si aggiunge anche un'esecuzione scorretta – schiena curva, gambe dritte, busto inclinato in avanti – la pressione sui dischi intervertebrali nella zona lombare si moltiplica più volte rispetto al valore fisiologico.

Prendiamo un esempio dalla vita reale: Petra, una giovane mamma che, dopo il rientro dal congedo di maternità, ha cominciato ad avvertire un dolore cronico alla schiena. Non aveva mai praticato sport in modo estremo, non aveva subito alcun trauma. Eppure il dolore la limitava al punto che non riusciva a stare seduta più di mezz'ora. Il fisioterapista che la visitò identificò immediatamente la causa – muscolatura lombare sovraccaricata e un'ernia del disco L4/L5 in fase iniziale. La causa non era alcun evento drammatico, ma mesi di sollevamento ripetuto del bambino con la schiena arrotondata, il trasporto della borsa del cambio piena su una spalla sola e il chinarsi sul fasciatoio troppo basso. Petra è solo una dei tanti che hanno percorso lo stesso cammino.

Fisioterapisti e ortopedici concordano che la misura preventiva più importante è il movimento consapevole. Non significa pensare a ogni passo, ma imparare schemi motori corretti in modo che diventino automatici. È un principio simile all'apprendimento della bicicletta – all'inizio è necessario pensare a ogni movimento, ma gradualmente le abitudini corrette diventano una parte naturale del repertorio motorio.

La regola fondamentale nel sollevare qualcosa di pesante – che si tratti di un bambino, di borse della spesa o di una scatola – è piegare le ginocchia, non la schiena. Sembra semplice, ma in pratica richiede uno sforzo consapevole, perché il riflesso naturale della maggior parte delle persone è inclinarsi in avanti dai fianchi. La procedura corretta consiste nell'avvicinarsi il più possibile all'oggetto o alla persona da sollevare, abbassare il centro di gravità eseguendo uno squat o un mezzo squat, e solo allora sollevare con la schiena dritta e il centro del corpo attivato. Gli esperti di biomeccanica del movimento, come quelli dell'American Council on Exercise, sottolineano che l'attivazione del sistema di stabilizzazione profonda della colonna vertebrale – ovvero i muscoli che mantengono la colonna in posizione neutra – è il passaggio chiave che la maggior parte delle persone omette completamente durante il sollevamento.

Cosa significa in pratica? Appena prima di sollevare è opportuno espirare leggermente e contrarre i muscoli addominali, come se ci si aspettasse un colpo allo stomaco. Questo semplice gesto attiva i muscoli profondi del tronco e crea un naturale "corsetto muscolare" che protegge la colonna vertebrale. Non è scritto da nessuna parte che debba essere visibile o eseguito in modo drammatico – si tratta di un'attivazione sottile ma efficace.

Accessori ergonomici per la protezione della schiena nella cura del bambino – marsupio, scarpe, cuscino da allattamento e attrezzi per l'esercizio fisico

Sollevamento corretto passo dopo passo e cura della schiena nella vita quotidiana

Nel sollevare un bambino è inoltre importante prestare attenzione a dove si trova il bambino in quel momento. Sollevare da una culla profonda o dal pavimento con le gambe dritte è uno dei movimenti più rischiosi in assoluto. Se possibile, è opportuno prima avvicinare il bambino al bordo della culla o farlo sedere, e solo dopo sollevarlo. Per i fasciatoi vige una raccomandazione precisa: l'altezza del tavolo dovrebbe essere regolata in modo che chi si prende cura del bambino possa lavorare con la schiena dritta – circa all'altezza dei gomiti. Un fasciatoio regolato troppo in basso costringe la persona a curvarsi per tutta la durata del cambio, il che è estremamente svantaggioso per la colonna lombare.

Le borse della spesa e il trasporto quotidiano di oggetti pesanti sono un altro capitolo. La società moderna ci ha abituati a portare le borse su una spalla o in una mano sola, il che causa un carico asimmetrico sulla colonna vertebrale. La distribuzione uniforme del peso è invece una delle misure più semplici ed efficaci. Se possibile, è sempre meglio dividere la spesa in due borse di uguale peso, una per ogni mano, piuttosto che portare tutto in una sola. Un'opzione ancora migliore è l'uso di uno zaino o di una borsa ergonomica da portare in spalla, che distribuisce il carico uniformemente su tutta la colonna e lascia le mani libere.

Come sottolinea il fisioterapista e divulgatore del movimento sano Pavel Kolář nelle sue pubblicazioni sulla stabilizzazione neuromuscolare dinamica, la colonna vertebrale non è una struttura statica – è progettata per il movimento, non per la permanenza prolungata in una sola posizione. Questo vale anche per il trasporto delle borse: cambiare regolarmente la mano con cui si porta la borsa, o fare brevi pause durante camminate più lunghe, può ridurre significativamente il sovraccarico unilaterale.

Un ruolo fondamentale lo svolge anche il rafforzamento del centro del corpo, ovvero dell'area addominale, dorsale e dei glutei. Un centro del corpo forte funziona come un corsetto naturale che mantiene la colonna vertebrale nella posizione corretta anche in caso di carichi improvvisi. Non è necessario trascorrere ore in palestra – sono sufficienti esercizi regolari come il plank, il glute bridge o il birddog, che si possono eseguire a casa senza alcuna attrezzatura. La Società Ceca di Ortopedia e Traumatologia e numerosi fisioterapisti raccomandano di dedicare a questi esercizi almeno 15 minuti al giorno, con risultati che si manifestano già dopo alcune settimane di allenamento regolare.

Non trascurabile è anche la scelta delle calzature. I tacchi alti o, al contrario, le scarpe completamente piatte senza ammortizzazione modificano la biomeccanica dell'intero apparato locomotore e trasmettono urti maggiori alla colonna vertebrale. Quando si porta un bambino o borse pesanti, è opportuno scegliere calzature con un tacco moderato e un buon strato ammortizzante che assorba parte dell'impatto a ogni passo. Lo stesso vale per le solette ergonomiche, che possono migliorare significativamente la distribuzione della pressione sulla pianta del piede e proteggere indirettamente l'intera colonna vertebrale.

Un aspetto importante, ma spesso trascurato, è la corretta posizione seduta e la postura del corpo durante l'allattamento o la poppata. Le giovani mamme trascorrono nei primi mesi dopo il parto un'enorme quantità di tempo sedute con il bambino in braccio, assumendo tipicamente una posizione con la testa inclinata in avanti e la schiena arrotondata. Questa posizione sovraccarica la colonna cervicale e toracica e può causare il cosiddetto "text neck" – la sindrome del collo sovraccaricato, che negli ultimi anni si è diffusa anche al di là del contesto dell'uso del telefono cellulare. La soluzione è una posizione consapevole: appoggiarsi con la schiena a uno schienale solido, usare un cuscino da allattamento che sollevi il bambino all'altezza giusta e allungare regolarmente il collo e le spalle.

Per quanto riguarda gli accessori ergonomici, il mercato offre oggi un'ampia gamma di prodotti progettati per ridurre al minimo il carico sulla colonna vertebrale durante le attività quotidiane. I portabebè ergonomici – sia sotto forma di fasce che di marsupi strutturati – sono progettati per trasferire il peso del bambino sui fianchi del genitore, alleggerendo così la colonna lombare. La chiave è la corretta regolazione del portabebè: il bambino dovrebbe essere seduto in posizione "M" con le ginocchia più alte dei glutei, e il portabebè dovrebbe essere sufficientemente stretto in modo che il bambino sia seduto in alto e vicino al corpo del genitore. Un bambino che pende liberamente nel portabebè, al contrario, sovraccarica la schiena del genitore più del portarlo in braccio.

Per il trasporto della spesa e degli oggetti quotidiani stanno guadagnando sempre maggiore popolarità borse e zaini ergonomici con cinghie a forma anatomica, imbottitura nella zona lombare e possibilità di regolare la lunghezza delle cinghie. Questi prodotti non sono solo una tendenza di moda – il loro design si basa sui principi della biomeccanica e aiutano davvero a ridurre il carico unilaterale sulla colonna vertebrale. Nella scelta della borsa è opportuno cercare modelli con cinghia pettorale e lombare, che fissano lo zaino al corpo e ne impediscono l'oscillazione durante la camminata.

Il mal di schiena non deve essere un inevitabile compagno della genitorialità né di una vita quotidiana frenetica. È sufficiente prestare attenzione ai piccoli dettagli – come ci pieghiamo, come portiamo, come sediamo, come dormiamo. Come dice il proverbio: "Prevenire è meglio che curare." Nel caso della schiena questo vale doppiamente, perché il trattamento dei problemi cronici alla colonna vertebrale è lungo, costoso e mai del tutto certo. Al contrario, le corrette abitudini motorie, una volta acquisite e automatizzate, durano tutta la vita e non richiedono attrezzature particolari né tempo aggiuntivo. La schiena è la base del movimento – e il movimento è la base di una vita di qualità.

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