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Camminare, che solo pochi mesi fa non rappresentava alcun problema, diventa improvvisamente una sfida spiacevole. Molte donne in gravidanza sperimentano nell'ultimo trimestre la sensazione che qualcuno stia stringendo il bacino in una morsa – ogni passo fa male, spostarsi dal letto al bagno diventa una piccola avventura e le parole "facciamo solo una passeggiata" suscitano più un sorriso comprensivo che entusiasmo. Il dolore pelvico durante la camminata nella gravidanza avanzata è uno dei disturbi fisici più comuni che affliggono le donne nella fase finale della gravidanza, eppure se ne parla sorprendentemente poco.

Le statistiche parlano chiaro: secondo le stime, fino al 50% delle donne in gravidanza soffre di una qualche forma di dolore pelvico, con un'intensità che varia da un lieve disagio a condizioni che limitano significativamente i movimenti quotidiani. Eppure gran parte delle donne sopporta il dolore in silenzio, convinta che "sia semplicemente così" e che dopo il parto tutto si sistemi da solo. Tuttavia, capire cosa sta accadendo nel corpo, perché nasce il dolore e cosa si può fare, può cambiare radicalmente la qualità delle ultime settimane di gravidanza.


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Cosa succede nel corpo e perché fa male proprio adesso

Il corpo di una donna in gravidanza va incontro a una trasformazione straordinaria nel corso dell'intera gestazione, ma il trimestre finale porta cambiamenti che si manifestano letteralmente a ogni passo. Un ruolo chiave è svolto dall'ormone relaxina, che il corpo inizia a produrre già dalle prime settimane di gravidanza, ma il cui effetto si manifesta pienamente nella fase avanzata della gestazione. La relaxina allenta i legamenti e le articolazioni nella zona pelvica affinché il canale del parto possa adattarsi al passaggio del bambino. Questo processo è del tutto naturale e necessario – il problema sorge però quando le articolazioni allentate perdono la loro consueta stabilità e i muscoli circostanti non sono in grado di compensare pienamente tale stabilità.

La fonte più comune di disturbi è la sinfisi pubica – la giunzione cartilaginea nella parte anteriore del bacino che collega le due ossa pelviche. Quando la relaxina ne provoca un eccessivo allentamento, si crea una condizione denominata disfunzione della sinfisi pubica (SPD, dall'inglese symphysis pubis dysfunction). La donna avverte quindi una pressione acuta o sorda nella zona del pube, che si intensifica durante la camminata, nel girarsi a letto, nel salire in auto o nell'uscire dalla doccia. Disturbi simili possono essere causati anche dall'articolazione sacroiliaca – la giunzione tra il sacro e l'osso iliaco nella parte posteriore – la cui instabilità si manifesta con dolore nella zona dei glutei, della zona lombare o persino con dolore irradiato alle cosce.

La situazione è ulteriormente complicata dal pancione che cresce rapidamente. Il centro di gravità del corpo si sposta in avanti, la colonna vertebrale si incurva, i muscoli glutei e i muscoli del pavimento pelvico lavorano sotto pressione costante e l'intero apparato locomotore cerca di compensare il carico asimmetrico. Non sorprende quindi che anche donne che non soffrivano di dolori pelvici nei primi mesi inizino ad avvertirli proprio alla fine della gravidanza.

Un esempio illustrativo dalla vita reale: Markéta, trent'anni, insegnante, che aveva camminato senza problemi per tutta la gravidanza, ha iniziato alla 34ª settimana ad avvertire a ogni passo uno sgradevole scricchiolio e dolore nella zona della sinfisi. Inizialmente lo attribuiva alla stanchezza, ma il dolore è aumentato progressivamente al punto da costringerla a ridurre le lezioni e passare all'insegnamento a distanza. Solo dopo la visita di una fisioterapista specializzata nel pavimento pelvico ha scoperto che si trattava di disfunzione della sinfisi e che esistevano esercizi specifici e ausili che avrebbero potuto aiutarla significativamente.

Come riconoscere il dolore pelvico e quando cercare aiuto

Non tutti i dolori nella zona pelvica o alla schiena significano la stessa cosa e non tutti richiedono lo stesso approccio. È importante saper riconoscere i segnali del corpo e sapere quando è il momento di rivolgersi a uno specialista. Il dolore associato alla disfunzione del cingolo pelvico (PGP, pelvic girdle pain) si manifesta tipicamente nella zona del pube, dell'inguine, della faccia interna delle cosce, della zona lombare o dei glutei. Peggiora con il carico unilaterale – quindi proprio durante la camminata, stando in piedi su una gamba sola o salendo le scale.

Distinguerlo dal comune mal di schiena o dalle contrazioni di Braxton-Hicks è fondamentale. Se il dolore viene avvertito come contrazioni ritmiche, si tratta di un'altra questione. Se invece si sente una pressione costante o provocata dal movimento e dolore nella zona pelvica, è molto probabile che si tratti proprio di disfunzione pelvica. Come riporta il National Health Service (NHS), il dolore pelvico in gravidanza è molto diffuso e, sebbene non sia pericoloso per il bambino, può essere molto limitante per la madre e merita attenzione specialistica.

Quando non esitare e visitare un medico o un fisioterapista? Sempre quando il dolore limita significativamente i movimenti, disturba il sonno, complica le attività quotidiane o peggiora rapidamente. Un fisioterapista specializzato nel pavimento pelvico e nella gravidanza è in grado di valutare lo stato delle articolazioni pelviche, proporre un programma di esercizi individualizzato e consigliare gli ausili appropriati. L'ostetrico o il ginecologo dovrebbero essere informati soprattutto quando il dolore si manifesta improvvisamente e con intensità, o quando è accompagnato da altri sintomi come sanguinamento, febbre o gonfiore.

Cintura pelvica di supporto, calzature ergonomiche, cuscino per la gravidanza e cuscino riscaldante come ausili per il dolore pelvico in gravidanza

Modi pratici per alleviare il dolore e facilitare i movimenti

La buona notizia è che esistono numerosi approcci che possono ridurre significativamente il dolore e restituire alle donne almeno parte della mobilità quotidiana. La chiave è la combinazione di un movimento corretto, degli ausili appropriati e di una cura consapevole del corpo.

La fisioterapia è in questo senso il gold standard. Lo specialista può proporre esercizi mirati al rafforzamento del sistema stabilizzatore profondo – ovvero i muscoli del pavimento pelvico, il diaframma e i muscoli profondi dell'addome e della schiena, che formano il "corsetto" naturale per la colonna vertebrale e il bacino. Questi muscoli non possono essere rafforzati dall'oggi al domani, ma anche un lieve miglioramento della loro funzione può tradursi in un sollievo dal dolore. Tra le tecniche consolidate rientrano anche la mobilizzazione delle articolazioni pelviche o la terapia dei tessuti molli, che il fisioterapista esegue direttamente in studio.

La cintura pelvica o la speciale fascia di supporto per la gravidanza rappresentano un ausilio semplice ma efficace. Queste cinture si indossano nella zona della sinfisi o sull'intero bacino e forniscono alle articolazioni una stabilizzazione esterna che sostituisce temporaneamente il supporto mancante ai legamenti allentati. L'applicazione corretta della cintura è fondamentale – se non si è sicure di come utilizzarla, consultare la fisioterapista o l'ostetrica.

Nei movimenti quotidiani è utile osservare alcune semplici regole. Durante la camminata è consigliabile accorciare il passo e muoversi più lentamente – i passi più lunghi aumentano infatti la pressione sulla sinfisi. Quando si sale in auto, è preferibile sedersi prima di lato sul sedile e poi portare entrambe le gambe insieme all'interno. Quando ci si gira a letto, è meglio farlo con le ginocchia unite, come se le gambe formassero un tutt'uno. Questi piccoli adattamenti delle abitudini di movimento possono ridurre significativamente il carico quotidiano sulle articolazioni pelviche.

Il calore sotto forma di un bagno caldo o di un cuscino riscaldante applicato sulla zona lombare o sui glutei può portare un sollievo temporaneo dalla tensione muscolare. Al contrario, stare in piedi a lungo ferme oppure riposarsi completamente senza muoversi tende a essere controproducente – il movimento nella giusta misura e con la giusta esecuzione è più benefico per le articolazioni pelviche del riposo assoluto.

Anche la scelta delle calzature ha un ruolo non trascurabile. I tacchi di qualsiasi altezza sono inadatti nella gravidanza avanzata, poiché spostano ulteriormente il centro di gravità e aumentano la pressione sulla zona pelvica. L'ideale sono scarpe piatte con un buon supporto dell'arco plantare e ammortizzazione degli urti – una calzatura ergonomica di qualità può essere un vero alleato in questo periodo. Come in altri ambiti dello stile di vita sano, vale il principio che investire nei prodotti giusti ripaga in termini di maggiore benessere e minor dolore.

Come afferma la fisioterapista ed esperta di salute pelvica Gráinne Donnelly: "Il dolore pelvico in gravidanza non è qualcosa che dovete semplicemente sopportare. È un segnale del corpo che merita attenzione e cura adeguata." Queste parole esprimono perfettamente l'atteggiamento che dovrebbe accompagnare ogni donna nella fase finale della gravidanza – non rassegnazione, ma interesse attivo per il proprio corpo.

Per le donne che cercano un approccio completo alla cura di sé in gravidanza, può essere utile prestare attenzione anche alla qualità del sonno, all'alimentazione e al recupero generale. Un materasso adeguato o un cuscino per la gravidanza che sostenga il pancione e le ginocchia possono migliorare significativamente il riposo notturno e quindi la capacità del corpo di far fronte alle esigenze della giornata. Il cuscino per la gravidanza a forma di C o di U è tra gli ausili che molte donne con disturbi pelvici non riuscirebbero più a fare a meno.

È importante ricordare anche che il dolore pelvico in gravidanza non influisce sul decorso del parto né sulla salute del bambino. La maggior parte delle donne riscontra un miglioramento significativo o la completa scomparsa dei disturbi nelle prime settimane dopo il parto, man mano che i livelli di relaxina diminuiscono e le articolazioni ritornano progressivamente alla loro stabilità originaria. È comunque opportuno continuare la fisioterapia anche dopo il parto e prestare attenzione alla riabilitazione del pavimento pelvico, poiché il parto stesso rappresenta un grande sforzo per la zona pelvica.

Le ultime settimane di gravidanza sono impegnative, non è un segreto. Ma il dolore pelvico durante la camminata non deve essere un compagno inevitabile di ogni giorno. Con l'aiuto di una fisioterapia adeguatamente scelta, degli ausili appropriati e di piccoli adattamenti nelle abitudini di movimento quotidiane, è possibile affrontare questo periodo in modo notevolmente più confortevole – e dedicare le energie a ciò che conta davvero: prepararsi all'arrivo di una nuova vita.

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