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# Il microbioma vaginale influenza la salute più di quanto pensiate

Pochi si rendono conto che il corpo umano è la dimora di bilioni di microrganismi, che insieme formano un ecosistema complesso chiamato microbioma. Del microbioma intestinale si parla sempre più spesso – si trovano decine di libri, podcast e articoli di giornale sull'argomento. Esiste però un'area che merita esattamente la stessa attenzione e che, nonostante ciò, resta avvolta nel silenzio e nell'imbarazzo. Stiamo parlando del microbioma vaginale, ovvero la comunità di batteri e altri microrganismi che colonizzano la vagina e influenzano in modo fondamentale la salute di ogni donna. Perché è così importante, cosa lo altera e come proteggerlo senza ricorrere a sostanze chimiche inutili? È proprio su queste domande che ci concentreremo.


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Cos'è il microbioma vaginale e perché ne sappiamo così poco

Il termine microbioma vaginale indica l'insieme di tutti i microrganismi – principalmente batteri – che vivono nell'ambiente vaginale. In una donna sana in età riproduttiva, dominano i lattobacilli, ovvero i batteri della fermentazione lattica, che mantengono il pH acido della vagina (approssimativamente tra 3,8 e 4,5). Questo ambiente acido funziona come una barriera difensiva naturale contro batteri patogeni, lieviti e virus. Si potrebbe dire che i lattobacilli sono dei veri e propri guardiani della porta: producono acido lattico, perossido di idrogeno e altre sostanze antimicrobiche che tengono a bada gli ospiti indesiderati.

La ricerca scientifica sul microbioma vaginale si è sviluppata più lentamente rispetto a quella sul microbioma intestinale, e questo per diverse ragioni. Una di esse è il tabù sociale legato all'intimità del corpo femminile, un'altra è la storicamente minore rappresentanza delle donne nella ricerca scientifica. Una svolta è arrivata con il progetto Human Microbiome Project, finanziato dai National Institutes of Health (NIH) statunitensi, che dal 2007 mappa la colonizzazione microbica delle diverse parti del corpo umano e ha contribuito in modo significativo anche alla comprensione della microflora vaginale. Grazie ad esso oggi sappiamo che la composizione del microbioma vaginale differisce tra le singole donne, cambia nel corso del ciclo mestruale, durante la gravidanza e dopo la menopausa, e reagisce in modo sensibile a fattori esterni – dall'alimentazione allo stress fino all'igiene.

È interessante notare che gli scienziati hanno identificato diversi cosiddetti tipi comunitari del microbioma vaginale, la maggior parte dei quali è dominata da una specifica specie di lattobacillo – più frequentemente Lactobacillus crispatus, L. iners, L. gasseri o L. jensenii. Esiste tuttavia anche un tipo in cui i lattobacilli non prevalgono e che tende ad essere associato a un rischio maggiore di infezioni vaginali. Questo di per sé non significa malattia, ma segnala che l'equilibrio del microbioma è fragile e che la sua alterazione può avere conseguenze di vasta portata.

Quando infatti il rapporto dei batteri benefici si sbilancia, si apre lo spazio per la proliferazione eccessiva di microrganismi indesiderati. La conseguenza più frequente è la vaginosi batterica, una condizione caratterizzata da odore sgradevole, perdite e disagio, che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità colpisce fino al 30% delle donne in età riproduttiva. Un microbioma vaginale alterato è però associato anche a un rischio maggiore di infezioni sessualmente trasmissibili, incluso l'HIV, a infezioni ricorrenti da lieviti, a complicazioni in gravidanza come il parto prematuro e persino a una ridotta percentuale di successo della fecondazione assistita. Come riporta uno studio di revisione pubblicato sulla rivista Nature Reviews Microbiology, un microbioma vaginale sano è fondamentale non solo per la salute riproduttiva, ma anche per il benessere generale della donna.

Proprio per questo vale la pena prestargli attenzione – non per paura, ma per prevenzione e cura del proprio corpo.

Cosa altera il microbioma vaginale e come proteggerlo in modo naturale

Uno dei più grandi paradossi dell'igiene moderna è che il tentativo di ottenere la "pulizia" delle parti intime spesso fa più male che bene. L'industria pubblicitaria ha inculcato per decenni nelle donne l'idea che la vagina necessiti di gel detergenti speciali, profumi, deodoranti, spray e salviettine intime. La realtà è esattamente opposta – la vagina è un organo autopulente e la maggior parte dei prodotti commerciali per l'igiene intima ne altera l'ecosistema naturale.

I saponi e i gel doccia comuni hanno un pH alcalino, che è in diretto contrasto con l'ambiente acido della vagina. L'uso di questi prodotti all'interno della vagina o nelle sue immediate vicinanze può alterare l'equilibrio dei lattobacilli e creare le condizioni per la proliferazione di patogeni. Particolarmente problematico è il lavaggio vaginale (douching), ovvero il risciacquo della vagina con acqua o soluzioni. Nonostante questa pratica sia ancora diffusa in molte culture, la letteratura scientifica la sconsiglia in modo unanime. L'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) ha ripetutamente segnalato che i lavaggi vaginali aumentano il rischio di vaginosi batterica, malattia infiammatoria pelvica e gravidanza extrauterina.

Facciamo un esempio concreto. Petra, trent'anni, soffriva di infezioni ricorrenti da lieviti. A ogni episodio ricorreva a un antimicotico da banco, l'infezione regrediva, ma dopo poche settimane tornava. Quando si è rivolta a un ginecologo specializzato in salute vaginale, ha scoperto che il problema non erano i lieviti in sé, ma il fatto che utilizzava quotidianamente un gel detergente intimo profumato e indossava biancheria intima sintetica, che creava un ambiente caldo e umido ideale per la proliferazione dei lieviti. Dopo aver cambiato le abitudini igieniche – passando all'acqua pura per la detersione dei genitali esterni, alla biancheria in cotone e all'eliminazione dei prodotti profumati – le infezioni hanno smesso di ripresentarsi. Nessuna pillola miracolosa, nessun prodotto costoso. È bastato smettere di ostacolare il corpo.

Storie simili ne esistono migliaia e tutte hanno un denominatore comune: meno è meglio. La protezione del microbioma vaginale non consiste infatti nell'aggiungere altri prodotti, ma al contrario nell'eliminare le sostanze chimiche inutili dalla routine quotidiana.

Cosa aiuta concretamente a mantenere il microbioma vaginale in equilibrio?

  • Detergere solo i genitali esterni con acqua tiepida pulita – la vagina si pulisce da sola attraverso le secrezioni naturali.
  • Indossare biancheria intima in cotone, che permette la circolazione dell'aria e l'assorbimento dell'umidità.
  • Evitare i prodotti profumati nella zona genitale – questo include saponi, spray, assorbenti profumati e anche detersivi per il bucato.
  • Usare antibiotici solo quando prescritti dal medico – gli antibiotici non distinguono tra batteri "buoni" e "cattivi" e possono alterare significativamente il microbioma vaginale.
  • Sostenere la salute generale attraverso un'alimentazione equilibrata ricca di fibre e alimenti fermentati, un sonno adeguato e la gestione dello stress.
  • Probiotici mirati alla salute vaginale – alcuni studi suggeriscono che i probiotici orali o vaginali contenenti ceppi specifici di lattobacilli possono aiutare a ripristinare una microflora alterata, anche se la ricerca in questo campo è ancora in corso.

Vale la pena menzionare anche il ruolo dell'alimentazione. Così come il microbioma intestinale, anche quello vaginale reagisce a ciò che mangiamo. Un'alimentazione ricca di zuccheri semplici può favorire la proliferazione dei lieviti, mentre gli alimenti contenenti probiotici naturali – come yogurt di qualità, kefir, kimchi o crauti – possono contribuire a mantenere un sano equilibrio batterico. Come ha osservato il professor Jacques Ravel dell'Università del Maryland, uno dei maggiori esperti mondiali di microbioma vaginale: "Il microbioma vaginale è uno dei microbiomi umani più semplici, eppure uno dei meno compresi. Più ne scopriamo, più chiaramente vediamo quanto sia strettamente legato alla salute generale della donna."

Un ruolo importante lo giocano anche la psiche e lo stress. Lo stress cronico influenza il sistema immunitario e, indirettamente, anche la capacità del corpo di mantenere l'equilibrio microbico. Le donne che attraversano un periodo di vita particolarmente difficile possono riscontrare infezioni vaginali più frequenti, senza che nulla sia cambiato nelle loro abitudini igieniche. Anche per questo un approccio olistico alla salute – che includa la cura del corpo e della mente – è così importante.

Un capitolo a parte è la menopausa. Con il calo dei livelli di estrogeni cambia anche la composizione del microbioma vaginale – il numero di lattobacilli diminuisce, il pH aumenta e la mucosa diventa più sottile e vulnerabile. Molte donne in questo periodo sperimentano secchezza, irritazione e infezioni ricorrenti. La terapia estrogenica locale, che può essere prescritta dal ginecologo, aiuta a ripristinare le condizioni favorevoli ai lattobacilli e, di conseguenza, le difese naturali della vagina. Esistono però anche approcci non farmacologici – gli idratanti vaginali a base acquosa, senza profumazione e conservanti, possono alleviare il disagio senza alterare il fragile equilibrio del microbioma.

Non si può trascurare nemmeno l'influenza del comportamento sessuale. I rapporti sessuali non protetti possono introdurre nell'ambiente vaginale nuovi batteri e modificarne il pH (gli spermatozoi hanno un pH alcalino intorno a 7,2–8,0). Questo non significa che l'attività sessuale sia dannosa per il microbioma – si tratta piuttosto di essere consapevoli di questi cambiamenti e prestare attenzione a eventuali sintomi di squilibrio. L'uso del preservativo può aiutare a mantenere un ambiente vaginale più stabile, soprattutto nelle donne predisposte a infezioni ricorrenti.

Se dovessimo riassumere l'intera questione in un unico pensiero, sarebbe questo: il microbioma vaginale è un ecosistema sofisticato che funziona al meglio quando non gli poniamo ostacoli inutili. Non ha bisogno di profumi, detergenti aggressivi né di routine complicate. Ha bisogno di rispetto, comprensione e cure naturali.

Un dialogo aperto sulla salute vaginale non dovrebbe peraltro essere fonte di vergogna o imbarazzo. È un tema tanto comune quanto la cura dei denti o della pelle – solo che non ci siamo ancora abituati. Più si parlerà del microbioma vaginale, più facilmente le donne riconosceranno cosa è normale e cosa richiede l'attenzione del medico. E meno ricorreranno inutilmente a prodotti che promettono freschezza e pulizia, ma che in realtà alterano ciò che il corpo ha perfezionato in milioni di anni di evoluzione. Un microbioma vaginale sano non è infatti un lusso – è il fondamento su cui poggia la salute riproduttiva e generale di ogni donna.

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