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# Cosa sono le linee fasciali del corpo e perché sono importanti ## Cos'è la fascia? La fascia è u

Vi fa male la spalla, anche se non l'avete mai infortunata? O vi tormenta un dolore cronico alla schiena che semplicemente non vuole andarsene, nonostante abbiate provato massaggi, esercizi e vari farmaci? Forse state cercando la risposta nel posto sbagliato. La scienza moderna del sistema muscolo-scheletrico conferma sempre più ciò che i fisioterapisti e gli osteopati esperti intuivano da decenni: il corpo umano non è un insieme di parti isolate, ma una rete interconnessa, in cui un problema in un punto può avere la sua vera origine in un posto completamente diverso. E una delle chiavi per comprendere questo fenomeno sono le linee fasciali del corpo.

La maggior parte delle persone non si immagina affatto la fascia, o la confonde con il muscolo. In realtà si tratta di tessuto connettivo che avvolge ogni muscolo, ogni osso, ogni organo del corpo. Forma una sorta di ragnatela tridimensionale che permea l'intero organismo dalla testa ai piedi – letteralmente. È proprio questa ragnatela a trasmettere tensione, movimento e dolore in modi che l'anatomia classica, con la sua suddivisione in singoli muscoli e articolazioni, non riesce sempre a spiegare.


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Cosa sono le linee fasciali e come funzionano

Il terapista e anatomista americano Thomas Myers ha trascorso decenni a studiare come muscoli e fasce siano collegati nel corpo in unità funzionali. Nel suo libro rivoluzionario Anatomy Trains ha descritto un sistema di cosiddette linee miofasciali – percorsi che attraversano il corpo come treni su binari e collegano parti distanti dell'apparato locomotore. Queste linee non sono solo un costrutto teorico; sono dimostrabili anatomicamente durante le dissezioni e sono confermate anche dall'esperienza clinica di migliaia di terapisti in tutto il mondo.

Una delle più importanti è la linea posteriore superficiale, che inizia dalla superficie inferiore delle dita dei piedi, continua attraverso la pianta del piede, il polpaccio, la parte posteriore della coscia, il muscolo gluteo, lungo tutta la colonna vertebrale fino alla base del cranio e poi attraverso la sommità della testa fino alla fronte. Questa linea funziona come un insieme interconnesso. Se c'è tensione o accorciamento in qualche punto, si trasmette lungo tutta la sua lunghezza. I muscoli del polpaccio accorciati o un tendine d'Achille rigido possono letteralmente "tirare" parti distanti del corpo e causare dolori che apparentemente non hanno nulla a che fare con il piede.

Esistono anche la linea anteriore superficiale, la linea spirale, la linea laterale e molte altre, ognuna delle quali collega parti diverse del corpo. La linea spirale è particolarmente interessante perché si avvolge attorno al corpo come un'elica e spiega perché, ad esempio, la rotazione del bacino può influenzare la posizione della spalla o addirittura della mandibola. Il corpo è insomma un sistema geometricamente sofisticato, in cui la distanza tra due punti non significa che non siano correlati.

È importante capire che la fascia non è un involucro passivo. Le ricerche degli ultimi due decenni, tra cui il lavoro di Robert Schleip dell'Università di Ulm in Germania, hanno dimostrato che il tessuto fasciale contiene un gran numero di terminazioni nervose ed è capace di contrazione autonoma. Questo ne fa un attore attivo nel sistema motorio, non solo un semplice involucro passivo attorno ai muscoli. Schleip e i suoi colleghi hanno dimostrato che la fascia può essere una fonte di dolore indipendentemente dai muscoli o dalle articolazioni, e questo ha aperto un capitolo completamente nuovo nella comprensione del dolore cronico.

Come funziona tutto ciò nella pratica? Immaginate la rete fasciale come un maglione. Se tirate un filo da qualche parte, la deformazione si manifesta in un punto completamente diverso dell'indumento, magari lontano dal punto in cui avete tirato. Esattamente così funziona la trasmissione della tensione nelle linee fasciali del corpo. Ed è proprio per questo che il dolore alla spalla può iniziare dal piede.

Il piede come fondamento dell'intera struttura

Il piede è una delle parti più sottovalutate del corpo umano. Ogni passo che facciamo inizia con il contatto del piede con il suolo, e proprio la qualità di questo contatto influenza tutto ciò che si trova più in alto. Il piede contiene 26 ossa, 33 articolazioni e oltre 100 muscoli, tendini e legamenti – eppure gli prestiamo minima attenzione finché non inizia a fare male.

Se la volta plantare è abbassata o al contrario troppo alta, se le dita sono compresse da calzature inadeguate o se la fascia plantare del piede – la cosiddetta fascia plantare – è accorciata e rigida, l'intera catena superiore viene disturbata. Il corpo compensa: il polpaccio si tende in modo diverso, il ginocchio ruota, l'anca si adatta, il bacino si inclina, la colonna vertebrale si incurva e la spalla assume una posizione diversa per mantenere l'equilibrio. Nessuno di questi passaggi è consapevole, avviene automaticamente, come se il corpo cercasse il percorso meno doloroso. Ma questa strategia compensatoria ha il suo prezzo: i muscoli e le fasce sovraccaricati da qualche parte nella catena alla fine iniziano a protestare con il dolore.

È proprio qui che entra in gioco la linea posteriore superficiale. La fascia plantare accorciata nel piede è la diretta continuazione dei muscoli del polpaccio, dei muscoli posteriori della coscia, della fascia lombare e infine anche dei muscoli lungo la colonna vertebrale. Se la parte inferiore di questa linea è in tensione cronica, la parte superiore – cioè il collo e le spalle – lavora sotto un carico costante. Non c'è da stupirsi che poi faccia male.

Una storia simile l'ha vissuta Jana, una contabile quarantaquattrenne di Brno. Per anni ha sofferto di dolore alla spalla destra che le impediva di lavorare al computer. Gli ortopedici non trovavano danni strutturali, i fisioterapisti trattavano la spalla stessa con un sollievo temporaneo. Solo quando un esperto terapista miofasciale la esaminò in modo olistico, scoprì una fascia plantare notevolmente accorciata nel piede destro e una volta plantare abbassata. Dopo una serie di trattamenti mirati al piede e al polpaccio – cioè luoghi distanti dal dolore – il dolore cronico alla spalla si è notevolmente attenuato e gradualmente è scomparso. Un caso da manuale, ma per Jana è stata una rivelazione.

Come la tensione viaggia nel corpo e cosa fare

Comprendere le linee fasciali cambia non solo il modo in cui pensiamo al dolore, ma anche l'approccio alla sua risoluzione. La medicina tradizionale si concentra logicamente sul luogo del dolore – dopotutto è quello che affligge il paziente. Ma se il dolore è solo un sintomo di tensione trasmessa da un'altra parte del corpo, trattare solo il luogo del dolore porta solo un sollievo temporaneo. La chiave è trovare la fonte primaria della tensione, che può trovarsi ovunque nella catena.

I fisioterapisti e i terapisti che lavorano con l'approccio miofasciale eseguono quindi una valutazione olistica dell'apparato locomotore. Osservano come una persona sta in piedi, come cammina, dove ci sono asimmetrie, dove c'è una mobilità limitata. Solo allora cercano il punto in cui si origina la tensione – e questo può essere davvero lontano dal luogo del dolore. «Il corpo è come un'orchestra. Il dolore è come una nota stonata – ma il musicista che suona stonato non deve essere necessariamente quello da cui proviene la nota», dicono i terapisti miofasciali che lavorano con un approccio olistico all'apparato locomotore.

Dal punto di vista pratico, esistono diversi approcci per lavorare consapevolmente con le linee fasciali. Uno dei più accessibili è il rilascio miofasciale tramite palline o rulli – il cosiddetto foam rolling. Allungare e rilasciare regolarmente i piedi, i polpacci e la parte posteriore delle cosce può avere un effetto sorprendente sulla tensione nel collo e nelle spalle. Lo yoga e il pilates, se praticati correttamente, lavorano con il corpo come un tutto e rispettano naturalmente le linee fasciali. Metodi appositamente sviluppati come il Rolfing o la Structural Integration sono direttamente mirati alla riorganizzazione del sistema fasciale e risultano spesso molto efficaci nei problemi cronici.

È anche importante prestare attenzione alle calzature. Le scarpe strette, rigide o di forma inadeguata deformano il piede nel lungo periodo e creano una tensione cronica nella fascia plantare che – come sappiamo – si diffonde lungo l'intera linea posteriore del corpo. Camminare scalzi su superfici naturali, come l'erba o la sabbia, è un modo naturale per "resettare" il piede e rafforzarne le funzioni naturali. Uno studio giapponese pubblicato sul Journal of Physical Therapy Science ha dimostrato che l'esercizio regolare a piedi nudi migliora non solo la funzione del piede, ma anche la stabilità dell'intero corpo e riduce i dolori alla schiena.

Anche il modo di sedersi e lavorare al computer svolge un ruolo importante. Se una persona siede per ore con le ginocchia piegate e i flessori dell'anca accorciati, influenza la tensione nella linea fasciale anteriore, che a sua volta interagisce con le altre linee. Il movimento è quindi non solo prevenzione, ma anche rimedio – ma deve essere un movimento consapevole, che rispetti il funzionamento olistico del corpo.

Il dolore cronico è in molti casi un messaggio che il corpo invia dal luogo in cui il problema si manifesta, ma non necessariamente da dove ha avuto origine. Comprendere le linee fasciali del corpo significa imparare a leggere questo messaggio con maggiore comprensione. La diagnosi ortopedica di «dolore alla spalla senza riscontro strutturale» non deve essere un vicolo cieco – può essere un invito a guardare l'intera struttura del corpo, dal piede verso l'alto.

Il mondo della medicina sportiva e della fisioterapia si sta spostando notevolmente in questa direzione negli ultimi anni. Organizzazioni come la National Academy of Sports Medicine o i gruppi di ricerca attorno a Thomas Myers e al suo Anatomy Trains portano sempre più prove del fatto che un approccio olistico all'apparato locomotore non è medicina alternativa, ma la logica conseguenza di come il corpo funziona davvero. Il dolore smette di essere un problema isolato e diventa una finestra sull'intero sistema.

La prossima volta che vi fa male la spalla, provate a porvi la domanda: dove nel mio corpo ha avuto inizio tutto questo? Forse la risposta la troverete qualche decina di centimetri più in basso di quanto vi aspettiate.

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