facebook
Sconto SUMMER proprio ora! | Con il codice SUMMER ottieni il 5% di sconto su tutto l’acquisto. | CODICE: SUMMER 📋
Gli ordini effettuati prima delle 12:00 vengono spediti immediatamente | Spedizione gratuita per ordini superiori a 80 EUR | Sostituzioni e resi gratuiti entro 90 giorni

# Perché lo stretching dopo l'allenamento è più importante di quello prima Lo stretching è una comp

La maggior parte delle persone che si allenano regolarmente ha interiorizzato una e la stessa routine: qualche minuto di stretching prima dell'allenamento, poi la prestazione vera e propria e, al termine, direttamente sotto la doccia. Eppure proprio questa parte – lo stretching dopo l'allenamento – è, dal punto di vista del recupero e della salute a lungo termine del corpo, la più preziosa. La scienza e la pratica sportiva concordano sempre di più su questo punto: lo stretching post-allenamento non è un complemento facoltativo, ma una componente chiave di qualsiasi programma di movimento.

Per essere chiari fin dall'inizio – lo stretching prima dell'esercizio ha il suo senso e non dovrebbe assolutamente scomparire del tutto. È però importante distinguere di quale tipo di allungamento si tratta e cosa ci aspettiamo da esso in quel momento. Lo stretching statico, in cui si mantiene una posizione per 20-30 secondi o più, non è ideale prima della prestazione. Uno studio pubblicato sul Journal of Strength and Conditioning Research ha dimostrato che lo stretching statico prima dell'allenamento può ridurre temporaneamente la forza muscolare e la potenza esplosiva. Per questo motivo, i fisiologi dello sport raccomandano oggi, prima dell'esercizio, piuttosto un warm-up dinamico – un riscaldamento in movimento che scalda i muscoli e prepara le articolazioni allo sforzo senza ridurne le prestazioni.

Dopo l'allenamento la situazione è completamente diversa. I muscoli sono caldi, ben irrorati di sangue e – cosa fondamentale – accorciati. Ogni allenamento di forza o di resistenza fa sì che le fibre muscolari si contraggano e si irrigidiscano. Senza un successivo allungamento, il corpo "memorizza" questo accorciamento e diventa progressivamente meno mobile, più soggetto agli infortuni e si rigenera con maggiore difficoltà. È proprio qui che lo stretching entra in gioco come strumento indispensabile per riportare il corpo in equilibrio.


Provate i nostri prodotti naturali

Cosa succede ai muscoli dopo l'allenamento e perché è importante

Per comprendere perché lo stretching dopo l'allenamento sia così importante, è utile guardare sotto la superficie – letteralmente. Durante lo sforzo fisico si verificano microlesioni alle fibre muscolari. Questo è del tutto naturale e auspicabile, perché sono proprio queste lesioni a portare, dopo il recupero, alla crescita della massa muscolare e all'aumento delle prestazioni. Il problema si pone quando non diamo al corpo lo spazio per recuperare correttamente.

Le fibre muscolari tendono a contrarsi dopo lo sforzo e ad accumularsi in esse sostanze di scarto metaboliche, come l'acido lattico. Lo stretching dopo l'allenamento aiuta ad accelerare lo smaltimento di queste sostanze dai tessuti e favorisce l'afflusso di sangue ossigenato ai muscoli affaticati. Il risultato è una riduzione del periodo di dolore muscolare, noto tecnicamente come DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness), ovvero indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata. Chiunque si sia trovato, il giorno dopo un allenamento intenso, a non riuscire a sedersi comodamente sul water sa di cosa si parla.

Ma non si tratta solo di dolore. Lo stretching regolare dopo l'allenamento ha un impatto fondamentale sull'ampiezza di movimento delle articolazioni, ovvero sulla flessibilità. Questa qualità peggiora naturalmente con l'età e, se non la coltiviamo attivamente, può limitare significativamente la qualità del movimento quotidiano. Come dice il fisioterapista di fama mondiale Kelly Starrett: «La flessibilità non è un lusso, è una funzione di base che dobbiamo mantenere.» E proprio lo stretching post-allenamento è uno dei modi più efficaci per coltivarla.

I muscoli, inoltre, non sono strutture isolate – sono collegati dalla fascia, un tessuto connettivo che avvolge e attraversa l'intero corpo. Se i muscoli si accorciano ripetutamente senza un successivo rilascio, la fascia si irrigidisce e crea restrizioni che possono causare dolore anche in zone distanti dal problema originale. I muscoli posteriori della coscia (hamstring) accorciati possono così essere la causa del dolore alla colonna lombare, anche se apparentemente non vi è alcuna correlazione.

Un'altra dimensione è l'effetto dello stretching sul sistema nervoso. Dopo un allenamento intenso, il corpo è in modalità sistema nervoso simpatico – il cosiddetto stato di "combatti o fuggi", in cui gli ormoni come il cortisolo e l'adrenalina sono elevati. L'allungamento lento e consapevole attiva il sistema nervoso parasimpatico, ovvero lo stato di riposo e recupero. Questa transizione è fondamentale per la rigenerazione. Senza di essa, il corpo rimane in uno stato di tensione più a lungo del necessario, il che peggiora la qualità del sonno, rallenta la riparazione dei tessuti e aumenta il rischio di sovrallenamento.

Come fare stretching correttamente dopo l'allenamento – e quanto tempo dedicargli

La teoria è una cosa, la pratica un'altra. Molte persone saltano lo stretching post-allenamento semplicemente perché sono stanche, hanno fretta o non sanno come farlo. Eppure basta relativamente poco – da 10 a 15 minuti di allungamento mirato dopo ogni allenamento possono fare un'enorme differenza.

Prendiamo un esempio concreto. Markéta è una contabile trentenne che va in palestra tre volte a settimana. Combina l'allenamento di forza con quello condizionale e soffre da tempo di tensione nella zona del collo e delle spalle, che attribuisce al lavoro sedentario. Su consiglio del suo personal trainer, ha iniziato a dedicare 15 minuti dopo ogni allenamento allo stretching statico focalizzato sulla parte superiore del corpo, sul torace e sui fianchi. Dopo sei settimane ha notato un netto miglioramento – la tensione al collo si è attenuata, il movimento è diventato più fluido e allo stesso tempo è migliorata anche la qualità del suo sonno. La sua storia non è eccezionale – esperienze simili vengono descritte dai fisioterapisti e dagli allenatori sportivi come assolutamente comuni.

Dal punto di vista tecnico, dopo l'allenamento è indicato proprio lo stretching statico – ovvero un allungamento lento e prolungato del muscolo con un mantenimento di 30-60 secondi in ogni posizione. Il movimento verso l'allungamento deve essere fluido e senza strappi, e l'obiettivo non è il dolore, ma una piacevole sensazione di trazione. Se lo stretching fa male, è troppo intenso.

Particolare attenzione meritano le zone maggiormente sollecitate durante lo specifico allenamento. Dopo la corsa si tratta di polpacci, hamstring e flessori dell'anca. Dopo un allenamento di forza focalizzato sulla parte superiore del corpo, invece, torace, spalle e bicipiti. Un metodo apprezzato e scientificamente fondato è anche lo yoga come forma di stretching rigenerativo – ricerche pubblicate sull'International Journal of Yoga ne confermano l'effetto positivo sulla flessibilità, sulla tensione muscolare e sul benessere psicologico.

Accanto allo stretching classico, vale la pena menzionare anche la tecnica PNF (facilitazione neuromuscolare propriocettiva), che combina l'allungamento con una contrazione muscolare isometrica. Questo metodo, originariamente sviluppato per scopi riabilitativi, è oggi ampiamente utilizzato anche nella pratica sportiva ed è considerato uno dei modi più efficaci per aumentare rapidamente l'ampiezza di movimento. Funziona sul principio per cui il muscolo viene prima contratto attivamente contro una resistenza, poi rilasciato e, nel momento del rilascio, allungato oltre quanto sarebbe altrimenti possibile.

Un ruolo importante lo svolge anche la respirazione. Una respirazione corretta e profonda durante lo stretching approfondisce il rilascio muscolare e intensifica l'attivazione del sistema nervoso parasimpatico. Ad ogni espirazione i muscoli si rilassano naturalmente e l'allungamento si approfondisce – si tratta di un meccanismo semplice ma potente, che molti sportivi ignorano completamente.

È bene sapere anche che la regolarità ha più valore dell'intensità. Cinque minuti di stretching dopo ogni allenamento porteranno in un mese risultati migliori rispetto a una sessione di stretching di un'ora ogni due settimane. Il corpo risponde agli stimoli ripetuti – e la flessibilità si costruisce gradualmente, non in un'unica occasione.

Un punto di vista interessante lo offre il confronto con gli sportivi professionisti. Gli atleti d'élite dedicano al recupero, di cui lo stretching è parte integrante, tanto tempo quanto all'allenamento stesso. Non è un caso che, ad esempio, i calciatori o i nuotatori trascorrano decine di minuti dopo la prestazione su un tappetino o nelle zone di recupero. I loro corpi sono il loro strumento di lavoro e sanno bene che senza le giuste cure si consumano rapidamente. Per chi si allena a livello amatoriale vale lo stesso – solo su scala ridotta.

Lo stretching dopo l'allenamento ha inoltre una dimensione psicologica che viene spesso trascurata. Il rituale di una conclusione consapevole dell'allenamento – respirazione lenta, rilascio muscolare, transizione dallo sforzo al riposo – aiuta a elaborare mentalmente il carico fisico e a passare alla modalità di recupero. Per molte persone questo momento diventa una piacevole pratica meditativa, che riduce lo stress e migliora l'umore generale. Non sorprende quindi che coloro che sviluppano questa abitudine difficilmente la abbandonino.

Il quadro complessivo è chiaro: lo stretching dopo l'allenamento non è una formalità inutile né un semplice complemento per chi ha tempo da perdere. È un investimento nel proprio corpo, che si ripaga sotto forma di migliore mobilità, recupero più rapido, minor rischio di infortuni e qualità del movimento complessivamente superiore. Ogni minuto trascorso ad allungarsi dopo l'allenamento è un minuto che protegge tutti gli altri minuti trascorsi ad allenarsi. E questo è il motivo per cui lo stretching post-allenamento dovrebbe occupare il primo posto – non come ultimo pensiero prima di uscire dagli spogliatoi, ma come parte pienamente consapevole e integrante di ogni programma di movimento.

Condividi questo
Categoria Ricerca Cestino