L'esercizio eccentrico sviluppa i muscoli più rapidamente
La maggior parte delle persone che va regolarmente in palestra o si allena a casa si concentra principalmente sul sollevare il peso maggiore possibile, eseguire il maggior numero di ripetizioni o raggiungere il ritmo più veloce possibile. Eppure è proprio qui che si nasconde uno degli errori più diffusi nell'allenamento della forza. La fase del movimento a cui la maggior parte degli atleti presta quasi zero attenzione – l'abbassamento lento del peso, l'allungamento controllato del muscolo sotto carico – può essere in realtà il momento più prezioso dell'intero allenamento. Questa parte del movimento ha persino un nome tecnico: fase eccentrica. E la ricerca dimostra ripetutamente che è proprio essa a produrre risultati che altri approcci non riescono a replicare.
Per capire perché sia così, è necessario prima esaminare come funzionano effettivamente i muscoli. Ogni movimento eseguito dal corpo è composto da due fasi fondamentali. La fase concentrica si verifica quando il muscolo si accorcia e supera la resistenza – ad esempio quando si solleva un manubrio verso la spalla durante un curl per i bicipiti. La fase eccentrica è l'opposto: il muscolo si allunga, ma lavora ancora, perché frena il movimento e controlla il ritorno del peso alla posizione iniziale. È proprio questa seconda fase che la maggior parte degli atleti liquida con un rilascio rapido o un abbassamento incontrollato. Eppure è esattamente il momento in cui accadono le cose fisiologicamente più interessanti.
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Cosa succede al muscolo durante il movimento eccentrico
Le ricerche nel campo delle scienze dello sport confermano che la contrazione eccentrica del muscolo genera una forza maggiore rispetto alla contrazione concentrica, con un minor dispendio metabolico. In altre parole: i muscoli sono più forti quando frenano il movimento che quando lo eseguono, e consumano meno energia. Questo paradosso apparente ha una base fisiologica. Durante il movimento eccentrico vengono coinvolte unità motorie diverse rispetto al movimento concentrico, e inoltre si produce una maggiore tensione meccanica nelle fibre muscolari. È proprio questa tensione uno dei segnali chiave per la crescita muscolare – la cosiddetta ipertrofia.
Un ruolo fondamentale è svolto anche dalle strutture microscopiche all'interno delle fibre muscolari. Sotto carico eccentrico si verifica un danno più marcato alle miofibrille – le proteine contrattili che costituiscono la base della fibra muscolare. Questo può sembrare allarmante, ma in realtà questo microdanno è desiderabile: il corpo vi risponde riparando e rinforzando le fibre, adattando così il muscolo a carichi maggiori e facendolo crescere. Questo processo è descritto in dettaglio, ad esempio, nelle ricerche pubblicate nel Journal of Strength and Conditioning Research, che documentano ripetutamente un aumento significativamente maggiore della massa muscolare nei gruppi che si allenano con enfasi sulla fase eccentrica rispetto ai gruppi che utilizzano l'approccio standard.
Un attore importante nell'intero processo è anche la proteina titina, che funziona come una sorta di meccanismo a molla all'interno della fibra muscolare. Durante l'allungamento eccentrico del muscolo, la titina si tende e accumula energia elastica, che poi contribuisce alla produzione di forza. È proprio per questo che i muscoli sono in grado di superare una resistenza maggiore durante la fase eccentrica rispetto a quanto potrebbero fare in un movimento puramente concentrico. Questo meccanismo è un affascinante esempio di quanto perfettamente sia costruito il corpo umano – e quanto poco del suo potenziale la maggior parte di noi utilizzi effettivamente.
Si immagini, ad esempio, un maratoneta che dopo una gara impegnativa avverte un marcato dolore muscolare alle cosce, nonostante si alleni regolarmente. La causa è proprio la contrazione eccentrica durante la corsa in discesa, quando i muscoli devono frenare il movimento del corpo sotto l'effetto della gravità. Questo fenomeno, noto come dolore muscolare a insorgenza ritardata o DOMS (dall'inglese Delayed Onset Muscle Soreness), è la prova diretta di quanto intensamente la fase eccentrica solleciti – e stimoli – i muscoli.
Come ha osservato il noto scienziato dello sport Brad Schoenfeld: "La componente eccentrica dell'allenamento è probabilmente il fattore più importante per massimizzare l'ipertrofia muscolare, eppure la maggior parte degli atleti la ignora completamente."
Come integrare l'esercizio eccentrico nella pratica
La teoria è una cosa, ma come tradurre tutto questo in un allenamento reale? Il principio fondamentale è il rallentamento consapevole della fase negativa del movimento – ovvero quella parte in cui il peso o il proprio peso corporeo scende o ritorna alla posizione iniziale. Invece di lasciare "cadere" il peso in due secondi, l'atleta prolunga deliberatamente questa fase a quattro, cinque o anche sei secondi. Questa modifica apparentemente piccola può trasformare radicalmente l'intensità dell'intero esercizio, senza la necessità di aumentare il peso utilizzato.
In pratica si presenta così: durante un classico push-up, l'atleta si concentra sull'abbassamento lento del corpo verso il suolo per quattro secondi, mentre la spinta di ritorno alla posizione di partenza avviene a ritmo normale. Nello squat con bilanciere, la discesa nella posizione bassa viene deliberatamente rallentata. Nelle trazioni alla sbarra (pull-up), la chiave è l'abbassamento controllato del corpo verso il basso, non il semplice "cadere" velocemente. È proprio questa fase lenta e controllata il cuore dell'allenamento eccentrico.
Esiste anche una variante più avanzata chiamata allenamento eccentrico supramassimale, in cui si utilizzano pesi superiori alla forza concentrica massima dell'atleta. In pratica, ciò significa che l'atleta ha bisogno di assistenza (ad esempio da un allenatore o un partner) per sollevare il peso nella posizione iniziale, ma la fase eccentrica stessa riesce a completarla con la propria forza. Questo metodo è particolarmente apprezzato dagli atleti avanzati e d'élite, poiché consente di lavorare con stimoli altrimenti irraggiungibili.
Per chi è alle prime armi o cerca un modo per arricchire l'allenamento casalingo senza attrezzatura, i cosiddetti esercizi eccentrici unilaterali sono un'ottima scelta. Un esempio è il Nordic Hamstring Curl – un esercizio in cui l'atleta è in ginocchio e un partner gli tiene le caviglie, mentre si abbassa molto lentamente in avanti, con i muscoli posteriori della coscia che svolgono il lavoro. Le ricerche dimostrano che questo esercizio riduce drasticamente il rischio di lesioni ai muscoli posteriori della coscia nei calciatori e in altri atleti – uno studio pubblicato nel British Journal of Sports Medicine ha rilevato una riduzione dell'incidenza delle lesioni agli hamstring fino al 51% con l'inclusione regolare di questo esercizio nell'allenamento.
Un altro esempio popolare sono i affondi eccentrici, in cui l'atleta rallenta deliberatamente la discesa del ginocchio verso il suolo, o le distensioni su panca eccentriche, in cui il bilanciere viene abbassato verso il petto per cinque secondi. Questa modifica è accessibile praticamente a chiunque e non richiede attrezzature speciali né conoscenze particolari – basta un po' di pazienza e la disponibilità a rallentare.
I principali vantaggi dell'allenamento eccentrico, confermati ripetutamente dalla scienza, includono:
- aumento più marcato della massa muscolare rispetto all'allenamento standard della stessa intensità
- aumento della forza massima grazie all'adattamento del sistema neuromuscolare
- miglioramento della flessibilità e dell'ampiezza del movimento, poiché il lavoro eccentrico allunga le fibre muscolari
- riduzione del rischio di lesioni a tendini e muscoli durante lo sport
- utilizzo più efficiente del tempo di allenamento, poiché un numero minore di ripetizioni produce risultati comparabili o migliori
Quest'ultimo punto è particolarmente interessante per le persone che hanno poco tempo per allenarsi. Se due serie di ripetizioni eccentriche lente sono in grado di produrre risultati uguali o migliori rispetto a cinque serie di allenamento standard, si apre una prospettiva completamente nuova per un allenamento efficiente. Non sorprende quindi che i metodi eccentrici stiano penetrando sempre più nella medicina riabilitativa, dove vengono utilizzati, ad esempio, nel trattamento delle tendinopatie – malattie croniche dei tendini causate dal sovraccarico.
I fisioterapisti riabilitativi, ad esempio, prescrivono regolarmente l'esercizio eccentrico del muscolo del polpaccio ai pazienti affetti da tendinopatia achillea. Il protocollo sviluppato dal chirurgo svedese Haak Alfredson negli anni Novanta, che consiste nell'abbassamento lento del tallone oltre il bordo di un gradino, è diventato il gold standard del trattamento conservativo di questa difficile patologia. I risultati sono notevoli: nella maggior parte dei pazienti si ottiene una marcata riduzione del dolore e il ripristino della funzionalità del tendine senza necessità di intervento chirurgico.
È naturale chiedersi se l'allenamento eccentrico non sia troppo impegnativo o addirittura pericoloso per i principianti. La risposta è inequivocabile: no, purché vi si approcci gradualmente e con buon senso. I principianti dovrebbero iniziare con pesi più leggeri e pause più lunghe tra le serie, poiché il lavoro eccentrico causa una maggiore affaticamento muscolare e un dolore ritardato più marcato rispetto all'allenamento classico. Il corpo si adatta tuttavia a questo tipo di carico sorprendentemente in fretta – già dopo alcune settimane di allenamento eccentrico regolare, il DOMS si riduce significativamente e le prestazioni migliorano.
Rallentare, concentrarsi e lasciare che i muscoli lavorino davvero – questa è la filosofia che sta alla base dell'esercizio eccentrico. In un'epoca in cui tutto è orientato alla velocità, all'efficienza e ai risultati immediati, questo approccio appare quasi come una ribellione contro la tendenza dominante. Eppure – o forse proprio per questo – produce risultati che l'allenamento rapido e caotico non potrà mai garantire. La scienza è chiara a questo proposito: i muscoli diventano più forti, più sani e più resistenti quando diamo loro il tempo e lo spazio per lavorare davvero. E quel lavoro vero è proprio la fase eccentrica lenta, consapevole e controllata di ogni movimento.