facebook
⚡ Sconto APP5 proprio ora! APP5 Apri l'app
Gli ordini effettuati prima delle 12:00 vengono spediti immediatamente | Spedizione gratuita per ordini superiori a 80 EUR | Sostituzioni e resi gratuiti entro 90 giorni

# Grasso corporeo e il suo influsso sulla regolarità del ciclo mestruale

Il ciclo mestruale è molto più di un semplice evento biologico mensile. È un sensibile indicatore della salute generale della donna, che risponde al sonno, allo stress, all'alimentazione – e in modo molto marcato anche alla quantità di grasso corporeo. Sebbene se ne parli sempre di più, molte donne non sanno ancora perché il loro ciclo abbia improvvisamente perso regolarità dopo un dimagrimento significativo o, al contrario, dopo un aumento di peso. La risposta si nasconde in profondità nella biochimica ormonale del corpo, dove il grasso svolge un ruolo che va ben oltre la mera dimensione estetica.

Il grasso corporeo – tecnicamente denominato tessuto adiposo – non è un serbatoio passivo di energia, come si riteneva ancora qualche decennio fa. È un organo metabolicamente attivo che produce ormoni, molecole segnale ed enzimi. Uno dei processi chiave che avvengono nel tessuto adiposo è la conversione degli androgeni in estrogeni attraverso l'enzima aromatasi. In altre parole, il grasso partecipa direttamente alla produzione di estrogeni – l'ormone assolutamente fondamentale per un ciclo mestruale regolare. Se il grasso è troppo poco o troppo, l'intero equilibrio ormonale inizia a sgretolarsi come un castello di carte.


Provate i nostri prodotti naturali

Quando il grasso è troppo poco: amenorrea e disfunzione ipotalamica funzionale

La storia di un'atleta che si allena due volte al giorno, mangia in modo rigoroso e un giorno scopre che la sua mestruazione è scomparsa non è un'eccezione. È un fenomeno così diffuso da avere un nome proprio – amenorrea ipotalamica funzionale (AIF). Il corpo in una situazione di deficit energetico valuta la riproduzione come un lusso che in quel momento non può permettersi. L'ipotalamo riduce o interrompe completamente la produzione dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), interrompendo così l'intera catena di segnali che portano all'ovulazione e alla mestruazione.

Secondo ricerche pubblicate sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, la soglia critica di grasso corporeo per mantenere un ciclo regolare è di circa il 17–22% del peso corporeo. Questi valori furono descritti per la prima volta dall'endocrinologo Rose Frisch negli anni '70 del secolo scorso, e sebbene oggi sappiamo che la situazione è più complessa e individuale, la sua tesi di base rimane valida: al di sotto di una certa soglia di grasso, il corpo semplicemente spegne la riproduzione.

Le conseguenze non sono solo ginecologiche. L'amenorrea causata da un basso grasso corporeo comporta una marcata riduzione della densità ossea, poiché gli estrogeni sono fondamentali per mantenere le ossa forti. Le donne con assenza prolungata di mestruazioni dovuta a basso peso hanno un rischio dimostrabilmente più elevato di osteoporosi – anche in età relativamente giovane. Come avverte l'American Academy of Pediatrics, nelle giovani atlete questo fenomeno è indicato come parte della "triade dell'atleta femminile", che comprende disturbi alimentari, amenorrea e ridotta densità ossea.

È interessante notare che la perdita della mestruazione non deve essere sempre accompagnata da un dimagrimento estremo. È sufficiente una perdita di peso relativamente rapida, stress cronico e un'intensa attività fisica – e il corpo può reagire allo stesso modo. La natura è pragmatica a questo riguardo: se l'ambiente sembra sfavorevole alla sopravvivenza della prole, la riproduzione aspetta.

Le donne che attraversano un'amenorrea ipotalamica funzionale a volte non si rendono nemmeno conto della gravità della situazione. L'assenza della mestruazione può addirittura sembrare un sollievo gradito, soprattutto per le atlete attive o le donne sotto grande pressione lavorativa. Ma come dice l'endocrinologa e autrice di libri sulla salute femminile Dr. Lara Briden: "La mestruazione non è un disagio da eliminare. È un segno vitale."

L'eccesso di grasso corporeo e il suo impatto sul caos ormonale

All'altro estremo dello spettro si trova la situazione in cui il grasso corporeo è eccessivo. Anche in questo caso l'impatto sul ciclo mestruale è molto concreto, sebbene il meccanismo funzioni diversamente. Il tessuto adiposo in eccesso produce quantità eccessive di estrogeni attraverso l'aromatasi. Sembrerebbe che più estrogeni significhino un ciclo migliore – ma è vero il contrario. Livelli cronicamente elevati di estrogeni senza un corrispondente livello di progesterone alterano le naturali fluttuazioni ormonali da cui dipende un ciclo regolare.

Inoltre, il tessuto adiposo, in particolare il grasso viscerale depositato nell'area addominale, produce citochine pro-infiammatorie e contribuisce alla resistenza all'insulina. Questa è uno dei fattori chiave nello sviluppo della sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) – il disturbo ormonale più comune nelle donne in età riproduttiva. L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che la PCOS colpisca l'8–13% delle donne in età riproduttiva in tutto il mondo, con sovrappeso e obesità tra i fattori di rischio più significativi per il suo sviluppo e il peggioramento dei sintomi.

La PCOS si manifesta proprio con ovulazioni irregolari o completamente assenti, cicli prolungati, sanguinamento fuori ciclo o al contrario mestruazioni molto abbondanti. La resistenza all'insulina stimola le ovaie a produrre androgeni, il che altera ulteriormente l'equilibrio ormonale e crea un circolo vizioso. La donna aumenta di peso, la resistenza all'insulina peggiora, gli androgeni aumentano, le ovulazioni saltano – e il ciclo diventa sempre più imprevedibile.

Ma non si tratta solo di PCOS. Anche senza un disturbo diagnosticato, le donne con una percentuale più elevata di grasso corporeo possono osservare cicli più lunghi, sanguinamento più abbondante o sintomi premestruali più marcati. Il corpo semplicemente lavora in un ambiente di sovraccarico ormonale, e la regolarità del ciclo è la prima vittima di questo squilibrio.

Immaginiamo una situazione concreta: una donna di trent'anni che dopo il parto ha preso venti chili e il cui ciclo era prima regolare come un orologio, improvvisamente aspetta sei settimane tra una mestruazione e l'altra e poi sanguina per dieci giorni. Il ginecologo non trova nessuna causa organica. I test ormonali sono "nella norma", ma ai limiti. Eppure proprio il cambiamento nella distribuzione del grasso corporeo e la conseguente disregolazione ormonale può essere esattamente ciò che sta dietro all'intera situazione.

Flat-lay of cycle tracking tools, healthy fats and hormone test results on a linen background

Cosa può fare ogni donna

Comprendere la connessione tra grasso corporeo e ciclo mestruale non è motivo di panico, ma di azione informata. È fondamentale che gli approcci estremi – che si tratti di diete drastiche o al contrario di un aumento di peso non salutare – non aiutino il corpo. Il sistema ormonale ama la stabilità, la gradualità e un'alimentazione adeguata.

Per le donne con basso grasso corporeo e mestruazione assente, il passo più importante è aumentare l'apporto energetico e ridurre l'intensità dell'attività fisica. Le ricerche mostrano ripetutamente che nell'amenorrea ipotalamica funzionale il ripristino della mestruazione è principalmente una questione di bilancio energetico, non di un farmaco specifico. Aggiungere grassi sani alla dieta – avocado, noci, olio d'oliva, pesce grasso – può essere un primo passo sorprendentemente efficace.

Per le donne in sovrappeso che lottano con un ciclo irregolare, la situazione è più sfumata. Qui vale il fatto che anche una modesta perdita di peso – intorno al 5–10% del peso corporeo – può avere un effetto positivo significativo sull'equilibrio ormonale e sul ripristino dell'ovulazione regolare. Questo è documentato da numerosi studi clinici, inclusi quelli focalizzati sulle donne con PCOS. Non si tratta di raggiungere il "peso ideale", ma di muoversi nella giusta direzione e ridurre il grasso viscerale, che è metabolicamente il più attivo e il più dannoso.

Oltre alla modifica dell'alimentazione, il movimento svolge un ruolo fondamentale – ma ancora una volta in misura ragionevole. L'allenamento della forza aiuta a migliorare la sensibilità all'insulina, camminare riduce il cortisolo, lo yoga supporta il sistema nervoso. Non si tratta di prestazione, ma di portare il corpo complessivamente in uno stato di sicurezza ed equilibrio.

È importante anche monitorare il ciclo. App come Clue o Natural Cycles permettono di registrare la durata dei cicli, l'intensità del sanguinamento e i sintomi associati. Questi dati sono estremamente preziosi nella conversazione con il ginecologo o l'endocrinologo, poiché documentano schemi che altrimenti rimarrebbero invisibili. La regolarità o irregolarità del ciclo è un'informazione che può segnalare cambiamenti metabolici prima che si manifestino altri sintomi.

Vale la pena menzionare che la contraccezione ormonale, che viene molto spesso prescritta alle donne con ciclo irregolare, in realtà non risolve la causa – la maschera soltanto. La pillola simula un sanguinamento regolare, ma non agisce sulla disregolazione ormonale causata dal grasso corporeo. Non appena la donna interrompe la contraccezione, il problema originale di solito ritorna. Questo non significa che la contraccezione non abbia il suo posto – ma come strumento per risolvere l'irregolarità causata da cause metaboliche non è sufficiente.

Il rapporto tra grasso corporeo e ciclo mestruale è una delle prove più convincenti del fatto che il corpo femminile funziona come un sistema interconnesso, in cui ogni parte influenza tutte le altre. Il grasso non è solo una categoria estetica. È un tessuto ormonalmente attivo che parla direttamente con il cervello, le ovaie e l'utero. Ascoltare i segnali del proprio ciclo – e prenderli sul serio – è quindi uno dei passi più intelligenti che una donna possa compiere per la propria salute.

Condividi
Categoria Ricerca Carrello