Il morso frequente all'interno della guancia ha le sue cause e può essere prevenuto
Mordere la parte interna della guancia – quella piccola cattiva abitudine che molte persone praticano quasi automaticamente, senza nemmeno rendersene conto. Siete in una riunione, in fila o state guardando una serie avvincente e all'improvviso vi accorgete di masticare la mucosa della guancia. Non è niente di straordinario – secondo le stime, una grande parte della popolazione sperimenta questo comportamento, eppure se ne parla sorprendentemente poco. Si tratta tuttavia di un argomento che merita attenzione, perché dietro un'abitudine apparentemente innocua possono nascondersi cause molto più profonde.
Tecnicamente questo comportamento viene definito morsicatio buccarum – una condizione dal nome latino in cui si verifica una masticazione o un mordicchiamento ripetuto e compulsivo della parte interna delle guance. Rientra nel gruppo più ampio delle cosiddette parafunzioni orali, ovvero abitudini in cui la bocca e la mascella vengono utilizzate in modo diverso dalla loro funzione primaria. Come il digrignamento dei denti o il mangiarsi le unghie, si tratta di un comportamento che a prima vista può sembrare banale, ma che se ripetuto a lungo causa problemi reali.
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Perché mordiamo la guancia?
Le cause di questa abitudine sono varie e possono differire da persona a persona. Gli esperti concordano più frequentemente sul fatto che lo stress e l'ansia svolgano un ruolo chiave. Mordere la guancia funziona come una sorta di valvola di sfogo – un modo in cui il corpo rilascia la tensione che non ha altra via d'uscita. Le ricerche nel campo della psicologia mostrano che i movimenti ripetitivi in generale attivano parti del cervello associate alla calma, ed è per questo che molte persone li praticano inconsapevolmente in situazioni in cui si sentono sopraffatte o nervose.
Oltre allo stress, gioca un ruolo anche la noia. Il cervello, che non ha abbastanza stimoli, cerca stimolazione altrove – e la cavità orale è in questo senso molto accessibile. Proprio per questo le persone si mordono le guance più spesso durante attività monotone, come guardare la televisione, lunghi viaggi in auto o l'attesa. Non è un caso che questa abitudine si associ a comportamenti simili, come rosicchiare le matite, giocherellare con i capelli o dondolare le gambe.
Un altro fattore può essere la predisposizione anatomica. In alcune persone i denti si incontrano naturalmente in modo tale che la mucosa della guancia si trova troppo vicina alle superfici masticatorie. Ogni boccone durante i pasti può quindi essere una piccola provocazione che innesca l'abitudine. Allo stesso modo possono contribuire un morso scorretto o denti mancanti, che modificano la distribuzione delle forze in bocca. I dentisti raccomandano pertanto, in caso di lesioni ricorrenti alla mucosa, di escludere anche cause puramente meccaniche.
Non si può ignorare la correlazione con alcuni stati psicologici. Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), i disturbi d'ansia o i disturbi alimentari possono intensificare o addirittura scatenare il mordicchiamento delle guance. In questi casi si tratta di un cosiddetto comportamento ripetitivo focalizzato sul corpo (BFRB) – un gruppo di comportamenti orientati al proprio corpo, che comprende anche la dermatillomania (grattarsi compulsivamente la pelle) e la tricotillomania (strapparsi i capelli). Secondo la International OCD Foundation (IOCDF), circa dall'1 al 5 percento della popolazione soffre di qualche forma di BFRB, e la maggior parte di loro non è nemmeno consapevole che il proprio comportamento abbia un nome clinico e che esista un aiuto efficace.
È interessante notare che il mordicchiamento delle guance spesso peggiora in determinati periodi della vita – durante i periodi di esami, sotto pressione lavorativa o durante crisi personali. Una studentessa ha descritto la sua esperienza così: ha iniziato a mordersi le guance durante la preparazione agli esami di stato, senza accorgersene. Solo quando il dentista durante una visita di controllo glielo ha fatto notare, ha capito per quanto tempo e con quale intensità praticava questa abitudine. Fu allora che per la prima volta collegò lo stress cronico allo stato della sua mucosa orale.
Quali sono le conseguenze e quando è il momento di cercare aiuto?
Il mordicchiamento occasionale o sporadico delle guance generalmente non lascia conseguenze permanenti – la mucosa della cavità orale guarisce abbastanza rapidamente. Il problema sorge quando da un comportamento episodico si sviluppa una abitudine quotidiana di carattere compulsivo. Le lesioni ripetute nello stesso punto portano infatti alla formazione di tessuto ispessito e cicatrizzato, che paradossalmente attira ancora di più al mordicchiamento – diventa palpabile, rilevato e facilmente raggiungibile dai denti. Si crea così un circolo vizioso dal quale è sempre più difficile uscire.
Dal punto di vista fisico, le conseguenze possono includere afte e ulcere dolorose, infiammazioni croniche della mucosa, sensibilità durante il mangiare o il parlare e, nei casi estremi, anche alterazioni permanenti del tessuto. Gli stomatologi avvertono che la mucosa danneggiata cronicamente dovrebbe essere monitorata regolarmente, poiché qualsiasi irritazione cronica della cavità orale è un fattore che merita attenzione. La American Academy of Oral Medicine (AAOM) raccomanda che qualsiasi lesione in bocca che non guarisce entro due settimane venga esaminata da uno specialista.
Le conseguenze psicologiche sono altrettanto importanti. La vergogna e il senso di perdita di controllo sono molto comuni nelle persone con mordicchiamento compulsivo delle guance. Molti evitano situazioni in cui potrebbero essere osservati – come mangiare in compagnia – perché temono che gli altri notino il loro comportamento o le sue tracce. Questa dimensione sociale del problema tende a essere sottovalutata, nonostante riduca significativamente la qualità della vita.
Quando cercare quindi aiuto professionale? In generale, se il mordicchiamento delle guance dura più di qualche settimana, se non riuscite a fermarlo consapevolmente o se interferisce significativamente con il funzionamento quotidiano, è il momento di parlare con un medico o uno psicologo. Non è una debolezza – è una decisione saggia che può prevenire sofferenze inutili.
Come ha acutamente osservato lo psichiatra americano Daniel Amen: "Il cervello è l'organo più complesso dell'universo eppure la maggior parte delle persone non lo porta mai dal medico." Lo stesso vale per i comportamenti che il cervello controlla – le abitudini compulsive meritano la stessa attenzione dei sintomi fisici.

Prevenzione e percorsi verso il cambiamento
La buona notizia è che il mordicchiamento delle guance può nella maggior parte dei casi essere significativamente ridotto o completamente superato – anche senza intervento professionale, se si tratta di una forma lieve. La chiave è la consapevolezza e il graduale cambiamento dei modelli comportamentali.
Il primo passo è riconoscere i fattori scatenanti. È lo stress lavorativo? La noia durante i lunghi viaggi? L'ansia prima di un evento importante? Tenere un semplice diario in cui si annotano quando e in quali circostanze si verifica il mordicchiamento può rivelare schemi sorprendenti. Una volta che sapete cosa innesca l'abitudine, potete lavorare su strategie concrete per queste situazioni.
Un metodo molto efficace è la tecnica del comportamento sostitutivo – invece di mordere la guancia, mettete in bocca una gomma da masticare senza zucchero, bevete acqua o sposta consapevolmente l'attenzione altrove. Il cervello ha bisogno di un'alternativa, non solo di un divieto. Allo stesso modo funziona l'attività fisica – l'esercizio regolare riduce in modo dimostrabile i livelli di cortisolo, il principale ormone dello stress, riducendo così anche l'impulso ai comportamenti di sollievo.
La mindfulness e le tecniche di consapevolezza meritano una menzione speciale in questo contesto. La focalizzazione consapevole dell'attenzione sul momento presente – inclusa la percezione di ciò che accade in bocca – aiuta a interrompere i modelli automatici. La meditazione, gli esercizi di respirazione o la semplice scansione corporea sono strumenti che non richiedono attrezzatura né grandi investimenti di tempo, eppure possono avere un effetto significativo.
Per coloro in cui il mordicchiamento delle guance ha una base psicologica, il metodo più efficace è la terapia cognitivo-comportamentale (TCC), o la sua variante specializzata chiamata HRT (Habit Reversal Training – addestramento all'inversione delle abitudini). Questa tecnica terapeutica si concentra direttamente sui comportamenti compulsivi ripetitivi e ha dimostrato in numerosi studi clinici un'elevata efficacia. Il terapeuta aiuta il paziente a identificare i fattori scatenanti, a sviluppare la consapevolezza prima dell'inizio del comportamento e ad apprendere una risposta competitiva che sostituisca l'abitudine.
Dal punto di vista della salute dentale, può essere utile anche una correzione ortodontica del morso, se viene accertata una causa meccanica. Alcuni pazienti indossano di notte speciali paradenti che impediscono fisicamente il contatto dei denti con la mucosa. Queste soluzioni sono naturalmente individuali e dovrebbero sempre essere discusse con il dentista.
Importante è anche l'ambiente e lo stile di vita. La cronica mancanza di sonno, il consumo eccessivo di caffeina o alcol e il generale esaurimento sono fattori che aumentano la suscettibilità ai comportamenti da stress. La cura dei bisogni fondamentali del corpo – sonno di qualità, alimentazione equilibrata, movimento e tempo per il riposo – costituisce la base senza la quale le altre strategie sono meno efficaci. In questo senso, il mordicchiamento delle guance è anche un promemoria del fatto che corpo e mente sono interconnessi e che entrambi hanno bisogno di cura.
C'è ancora una dimensione che viene spesso trascurata: il supporto sociale. Condividere il problema con i propri cari o in un gruppo di supporto riduce la vergogna e l'isolamento che accompagnano le abitudini compulsive. Le comunità online e gli incontri personali di persone con esperienze simili possono essere fonti sorprendentemente potenti di motivazione e consigli pratici. La consapevolezza di non essere soli cambia completamente il rapporto con il problema.
Il mordicchiamento delle guance è quindi un fenomeno che si colloca al confine tra salute fisica, psicologia e abitudini quotidiane. Non è motivo di vergogna, ma è motivo di riflessione – su ciò che il corpo ci dice, su come gestiamo lo stress e se prestiamo sufficiente attenzione al nostro mondo interiore. Un piccolo movimento apparentemente insignificante della mascella può essere una finestra verso una comprensione molto più profonda di sé stessi.