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# Cosa fare in caso di raffreddori ricorrenti senza farmaci ## Rafforzare il sistema immunitario #

Tutti lo conoscono. A malapena una persona si riprende dal raffreddore, che dopo qualche settimana ne arriva un altro. Poi un altro ancora. E all'improvviso sembra di essere malati quasi continuamente - o almeno così spesso da diventare insostenibile. I raffreddori ripetuti non sono solo un fastidio, sono un segnale che qualcosa nel corpo non funziona come dovrebbe. E sebbene i virus che causano il raffreddore siano centinaia, la domanda sul perché alcune persone si ammalino ogni mese e altre una volta l'anno affonda le radici molto più in profondità - nel modo in cui viviamo.

Il sistema immunitario non è una fortezza immutabile. È un sistema dinamico che reagisce a ciò che mangiamo, a come dormiamo, a come gestiamo le pressioni della vita quotidiana e persino alla quantità di movimento che ci concediamo. Quando uno di questi elementi si sbilancia, l'immunità si indebolisce - e i virus lo percepiscono come una porta spalancata. Comprendere questo meccanismo è il primo passo per fermare i raffreddori ripetuti.


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Il sonno come fondamento delle difese immunitarie

Pochi si rendono conto di quanto il sonno svolga un ruolo fondamentale nella lotta contro le infezioni. Durante il sonno il corpo non si limita a riposare - lavora attivamente. Produce citochine, proteine che coordinano la risposta immunitaria e aiutano a combattere infezioni e infiammazioni. Quando il sonno manca o è di scarsa qualità, la produzione di queste sostanze diminuisce. Ricerche pubblicate sulla rivista Sleep hanno dimostrato che le persone che dormono meno di sei ore per notte sono quattro volte più suscettibili al raffreddore rispetto a chi dorme sette ore o più.

Non si tratta solo di un numero da laboratorio. Prendiamo l'esempio di Martina, una contabile trentenne che ha lavorato straordinari per tutti i mesi autunnali. Andava a letto dopo mezzanotte, si alzava alle sei e si diceva che avrebbe "retto in qualche modo". In tre mesi ha contratto quattro raffreddori. Solo quando ha iniziato consapevolmente a garantirsi otto ore di sonno, la sua situazione di salute è migliorata significativamente. Una storia da manuale - eppure è esattamente così che funziona nella vita reale.

La qualità del sonno conta quanto la sua durata. Un sonno interrotto, addormentarsi con il telefono in mano o dormire in una stanza surriscaldata - tutto ciò disturba i naturali cicli del sonno e non permette al corpo di rigenerarsi completamente. Gli esperti della National Sleep Foundation raccomandano di mantenere un ritmo del sonno regolare, evitare la luce blu degli schermi almeno un'ora prima di coricarsi e assicurarsi oscurità e fresco in camera da letto. Sembra semplice - eppure la stragrande maggioranza delle persone non lo rispetta.

Esiste anche un legame diretto tra sonno e microbioma intestinale, del quale oggi si sa che svolge un ruolo chiave nel sistema immunitario. Un sonno disturbato altera la composizione dei batteri intestinali, indebolendo ulteriormente le difese. È un circolo vizioso - e va spezzato prima che diventi un problema cronico.

Lo stress che distrugge silenziosamente l'immunità

Lo stress è forse il nemico più grande e più sottovalutato del sistema immunitario. Lo stress acuto - ad esempio prima di una presentazione importante - può persino potenziare temporaneamente l'immunità. Il problema si presenta quando lo stress diventa cronico, ovvero uno stato permanente in cui molte persone vivono oggi senza rendersene pienamente conto.

In caso di stress prolungato il corpo produce cortisolo, l'ormone dello stress, il cui compito è mobilitare energia e preparare l'organismo alla minaccia. Ma se i livelli di cortisolo rimangono costantemente elevati, inizia a sopprimere le funzioni immunitarie - in particolare riduce l'attività delle cellule natural killer (cellule NK), che rappresentano la prima linea di difesa contro i virus. Il risultato è un corpo che non riesce a rispondere efficacemente nemmeno ai patogeni comuni.

La psiconeuroimmunologia - disciplina che studia la relazione tra psiche e sistema immunitario - ha accumulato negli ultimi trent'anni prove convincenti del fatto che stato mentale e resistenza fisica sono inscindibilmente collegati. Come ha sintetizzato efficacemente il fondatore di questa disciplina Robert Ader: "Il cervello e il sistema immunitario sono due rami dello stesso sistema di percezione e adattamento." In altre parole, ciò che viviamo mentalmente si riflette sempre fisicamente.

Cosa fare? Si tratta innanzitutto di imparare a regolare consapevolmente lo stress - e questo non equivale a eliminarlo, perché non è realistico. L'attività fisica regolare, anche solo una camminata sostenuta di trenta minuti al giorno, riduce comprovabilmente i livelli di cortisolo. La meditazione e le tecniche di respirazione consapevole hanno un effetto simile - e le ricerche confermano che la meditazione regolare può aumentare l'attività delle cellule NK. Aiutano ugualmente la limitazione consapevole del flusso di notizie negative, la definizione di confini nella vita lavorativa o semplicemente il tempo trascorso nella natura.

Anche il supporto sociale svolge un ruolo fondamentale. Le persone che hanno relazioni strette intorno a sé e si sentono parte di una comunità hanno comprovabilmente un'immunità più forte. La solitudine, al contrario, agisce sul corpo in modo simile allo stress cronico - e nell'epoca attuale, in cui la comunicazione digitale sostituisce il contatto reale, è un tema che merita attenzione.

Come l'alimentazione influenza il rischio di ammalarsi

Il terzo pilastro fondamentale è l'alimentazione - e qui lo spazio per gli errori è forse il più ampio. La vitamina C e lo zinco sono sì popolari, ma concentrarsi solo su di essi è come riparare un tetto con una sola tegola. Il sistema immunitario ha bisogno di un'ampia gamma di nutrienti per funzionare correttamente, e nessuno di essi da solo può sostituire un'alimentazione varia ed equilibrata.

La vitamina D è in questo senso una delle più importanti. Gran parte della popolazione dei paesi dell'Europa centrale soffre di una sua carenza, specialmente nei mesi invernali, quando la luce solare è minima. Eppure la vitamina D regola direttamente la risposta immunitaria - la sua carenza è associata a una maggiore suscettibilità alle infezioni respiratorie. Uno studio pubblicato sul British Medical Journal che ha coinvolto oltre 11.000 partecipanti ha confermato che la supplementazione di vitamina D riduce il rischio di infezioni respiratorie acute, soprattutto nelle persone con una carenza di base.

Un altro fattore trascurato è la salute intestinale. Circa il settanta per cento del sistema immunitario risiede nell'intestino - più precisamente nel tessuto linfatico della parete intestinale e nell'interazione con i miliardi di microrganismi che costituiscono il microbioma intestinale. Un'alimentazione ricca di fibre, cibi fermentati e verdure variegate supporta la diversità del microbioma intestinale, il che si riflette direttamente sulla resistenza immunitaria. Al contrario, un'alimentazione ricca di cibi industrialmente lavorati, zucchero e grassi saturi impoverisce il microbioma e indebolisce l'immunità.

I cibi fermentati come yogurt di qualità, kefir, crauti o kimchi forniscono all'organismo batteri benefici - i probiotici. I prebiotici, ovvero il nutrimento per questi batteri, si trovano nell'aglio, nella cipolla, nel porro, nella cicoria o nell'avena. La combinazione di entrambi crea nell'intestino un ambiente in cui le cellule immunitarie possono lavorare efficacemente.

Rilevante è anche l'apporto di zinco - un minerale che partecipa allo sviluppo e all'attivazione delle cellule immunitarie. Lo zinco si trova nei semi di zucca, nei legumi, nelle noci o nei cereali integrali. La vitamina C supporta invece la produzione di globuli bianchi e funziona come antiossidante che protegge le cellule dai danni causati dall'infiammazione. Le sue fonti naturali sono gli agrumi, il peperone, i broccoli o la rosa canina - e proprio il tè alla rosa canina è nel periodo invernale una delle forme più semplici e naturali di supporto all'immunità.

L'idratazione viene spesso sottovalutata nel contesto dell'immunità, eppure la mucosa delle vie respiratorie funziona come barriera fisica contro i virus solo quando è sufficientemente umida. Una mucosa secca e irritata - tipica delle stanze surriscaldate in inverno - rappresenta per i virus un punto di ingresso molto più agevole.

Quando è il momento di cercare cause più profonde

Se i raffreddori si ripresentano ripetutamente - diciamo più di quattro o cinque volte l'anno - e nel frattempo la persona cerca di condurre uno stile di vita sano, potrebbe essere opportuno consultare un medico. A volte dietro alle infezioni ricorrenti si nasconde una causa sottostante: un'allergia che si manifesta in modo simile al raffreddore, una malattia cronica non adeguatamente trattata, o più raramente un disturbo del sistema immunitario.

Gli esami del sangue possono rivelare una carenza di vitamina D, zinco o ferro, oppure evidenziare marcatori infiammatori elevati. Una visita da un allergologo o immunologo non è una reazione eccessiva - è un approccio responsabile alla propria salute.

È anche importante distinguere tra raffreddore e influenza. L'influenza è causata dal virus dell'influenza ed è significativamente più grave - si manifesta rapidamente, con febbre alta, dolori muscolari e stanchezza marcata. Il raffreddore è generalmente più lieve e graduale. La vaccinazione antinfluenzale è nel frattempo uno dei metodi preventivi più efficaci, soprattutto per gli anziani, i bambini piccoli e le persone con immunità compromessa.

Il quadro complessivo dei raffreddori ripetuti è quindi un mosaico di molti fattori. Nessuno di essi funziona in modo isolato - il sonno influenza lo stress, lo stress influenza l'intestino, l'intestino influenza l'immunità, e l'immunità decide se il virus trova nell'organismo un terreno fertile oppure no. La chiave non è cercare un unico integratore miracoloso o un'unica abitudine che risolva tutto - ma costruire gradualmente e con costanza uno stile di vita in cui il corpo riceva tutto ciò di cui ha bisogno per le proprie difese. Ed è una strada che vale sempre la pena percorrere.

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