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Il goblet squat è un esercizio che migliora la tecnica dello squat, anche quando ti alleni a casa.

Il goblet squat è uno di quegli esercizi che a prima vista sembrano semplici, ma che in realtà possono fare una grande differenza nell'allenamento. Forse è perché si apprende più velocemente rispetto ad alcune altre varianti di squat, e nel frattempo riesce a testare in modo affidabile le gambe, il core e la respirazione. Negli ultimi anni è diventato una costante negli allenamenti funzionali e negli esercizi a casa, perché richiede un minimo di attrezzatura e spazio. E anche se a volte si confonde la scrittura di "goblet" con "goplet", la dicitura corretta è goblet squat – in riferimento alla posizione del carico sul petto, come se si tenesse un calice tra le mani.

È interessante notare che questa posizione "a calice" spesso aiuta le persone che hanno paura degli squat o che non si sentono sicure nel farli. Il carico frontale infatti guida naturalmente il corpo in una posizione più stabile e suggerisce dove deve andare il petto e come mantenere la schiena. E quando si aggiunge il goblet squat con kettlebell, si crea una combinazione pratica, efficace e adatta anche a chi riprende a muoversi dopo una lunga pausa.

Goblet squat: cos'è e perché funziona

Il goblet squat è una variante di squat in cui il carico viene tenuto davanti al corpo, all'altezza del petto – solitamente un kettlebell, un manubrio o un bilanciere piccolo. Questa posizione ha un grande vantaggio: il corpo tende a rimanere più eretto rispetto ad alcuni altri squat, il che facilita la tecnica per molte persone. Ciò non significa che sia una variante "facile" – è solo spesso più leggibile per il corpo. Se in un classico squat una persona si curva o si sbilancia in avanti, il goblet squat, con il carico frontale, ricorda delicatamente che è necessario mantenere il tronco stabile.

In pratica, il goblet squat rafforza principalmente le cosce e i glutei, ma è altrettanto importante il lavoro del core. I muscoli addominali e il sistema di stabilizzazione profonda vengono attivati per evitare che il carico "spinga" il tronco all'indietro o che il corpo si disintegri nella posizione bassa. E poiché il carico è vicino al centro di gravità, il movimento è più fluido e controllato. Per molte persone è il ponte ideale tra lo squat con il solo peso corporeo e le varianti più pesanti.

Con il goblet squat si può controllare relativamente facilmente la profondità. Quando si fa squat solo con il proprio peso corporeo, spesso manca il feedback – una persona pensa di scendere in basso, ma in realtà si ferma in alto. Nel goblet squat la posizione bassa è più evidente e il corpo si "adatta" naturalmente a essa, se la tecnica è corretta. Tuttavia, non si tratta di una corsa al più profondo squat possibile a tutti i costi. È più importante la stabilità, la fluidità e la capacità di mantenere una colonna neutrale.

Quando si parla di come l'allenamento regolare cambia il corpo, il goblet squat è un buon esempio. È un esercizio in cui i risultati spesso si manifestano non solo nella forza delle gambe, ma anche nella postura, nel camminare su per le scale o nel sollevare oggetti da terra. Ed è proprio questa trasferibilità alla vita quotidiana che spinge le persone a tornare a esso.

Goblet squat con kettlebell: tecnica, errori e semplici aggiustamenti

La variante più comune e accessibile per molte famiglie è il goblet squat con kettlebell. Il kettlebell viene tenuto per i "corni" (la maniglia) o per il corpo della campana, vicino al petto. I gomiti puntano verso il basso, talvolta leggermente in avanti, e le mani non sono solo "supporti" – tutta la parte superiore del corpo deve essere attiva per evitare che il carico oscilli.

Il movimento inizia con la posizione: piedi all'incirca alla larghezza delle spalle, punte leggermente rivolte verso l'esterno (a seconda della struttura delle anche), peso distribuito sull'intera pianta del piede. Durante la discesa, anche e ginocchia si flettono simultaneamente, le ginocchia seguono la direzione delle punte dei piedi. Il petto rimane aperto, lo sguardo può essere dritto o leggermente verso il basso (a seconda di cosa aiuta a mantenere il collo in neutralità). In basso, c'è una breve pausa, non un "riposo" nelle articolazioni, e poi un ritorno fluido verso l'alto spingendo contro il terreno.

La maggior parte dei problemi non nasce dalla mancanza di forza, ma dai dettagli. Un errore comune è che una persona cerca di sedersi troppo indietro come su una sedia e contemporaneamente lascia le ginocchia "bloccate" – il risultato è incertezza, sollevamento dei talloni e la sensazione che lo squat non funzioni. Il goblet squat invece solitamente richiede un movimento bilanciato: le anche scendono tra i talloni e le ginocchia possono naturalmente spostarsi in avanti, purché i talloni rimangano a terra.

Un altro classico è l'incurvatura della schiena nella posizione bassa. A volte è solo una questione di mobilità delle anche e delle caviglie, altre volte un carico troppo pesante. E a volte basta ridurre di qualche centimetro la profondità, rallentare il ritmo e concentrarsi sul core forte. Man mano che il corpo si adatta, la profondità spesso arriva da sola.

Per una migliore comprensione, un piccolo esempio dalla vita reale aiuta. Immaginiamo una persona che lavora tutto il giorno al computer, è stanca la sera e il movimento si riduce a rapide commissioni e al "recupero passi" nei weekend. Quando inizia ad includere goblet squat con un kettlebell più leggero due o tre volte a settimana, spesso il primo cambiamento non arriva sotto forma di muscoli drammatici, ma nel fatto che si alza più facilmente dalla sedia, smette di "tirare" la parte bassa della schiena quando solleva borse e smette di ansimare al terzo piano. I risultati si mostrano nella quotidianità – ed è spesso la motivazione più convincente per continuare.

Durante l'apprendimento della tecnica, a volte aiuta un semplice ausilio: uno squat verso una scatola o una panca che fornisce un chiaro obiettivo di profondità. Una volta che il movimento è sicuro, la scatola viene rimossa. Se il problema riguarda le caviglie, può aiutare sollevare leggermente i talloni per un breve periodo (ad esempio con un sottile supporto). Non è un "imbroglio", ma un appoggio temporaneo fino a quando migliorano la mobilità e il controllo.

Come promemoria facile da ricordare, spesso si cita una semplice regola degli allenatori di forza: "Prima la qualità del movimento, poi il peso." Nel goblet squat questo vale doppiamente, perché è un esercizio che viene spesso utilizzato anche come preparazione per varianti più impegnative.

Goblet squat e i suoi benefici: confronto con altri squat e cosa aspettarsi dall'allenamento regolare

Quando si tratta di confrontare con altri squat, accanto al goblet squat si menziona spesso lo squat con bilanciere – tipicamente lo squat posteriore (bilanciere sui trapezi) o lo squat frontale (bilanciere davanti sulle spalle). Ogni variante ha il suo posto, ma differisce per le richieste tecniche, di mobilità e psicologiche.

Lo squat con bilanciere è spesso considerato il re dell'allenamento di forza, perché permette di sollevare progressivamente pesi molto elevati. Questo è un vantaggio per lo sviluppo della forza massimale e della massa muscolare, ma comporta anche maggiori esigenze di stabilità, esperienza e un ambiente sicuro (supporti, fermate, spazio in palestra). Nello squat posteriore, il centro di gravità si sposta diversamente rispetto al goblet squat, e quindi si mostra di più se una persona sa lavorare con il tronco e le anche. Nello squat frontale, il tronco è più eretto, ma c'è una maggiore richiesta di mobilità dei polsi, delle spalle e della colonna toracica.

Al contrario, il goblet squat è spesso percepito come più accessibile. Grazie al carico frontale, è più facile mantenere il petto eretto e per molte persone è più semplice "trovare" il giusto percorso del movimento. È una scelta eccellente per l'allenamento a casa, per i principianti e per chi vuole fare squat senza dover impostare complessi bilancieri. Tuttavia, si nota che il goblet squat può essere limitato dal peso che una persona può tenere con le mani al petto. Le gambe potrebbero spesso gestire di più, ma la presa, gli avambracci o la parte superiore della schiena iniziano a protestare prima. E proprio qui si vede che il goblet squat non è "peggiore", ha solo un diverso scopo: insegna la qualità e rafforza il tutto, non solo la corsa ai chili.

Rispetto allo squat con il proprio peso corporeo, il goblet squat ha un grande valore aggiunto: il carico funziona come contrappeso e contemporaneamente come punto di controllo. Quando si fa squat senza carico, è facile "ingannare" il movimento – ridurre l'ampiezza, perdere la tensione del core o girarsi di lato. Il goblet squat e i suoi benefici spesso consistono nel fatto che insegna a fare squat meglio anche senza bilanciere.

Quali benefici specifici appaiono più frequentemente quando l'esercizio viene eseguito in modo ragionevole e regolare? Si può dire senza promesse complicate: migliore forza delle gambe, core più solido, ginocchia più stabili (grazie a un miglior controllo del movimento) e spesso anche migliore mobilità delle anche e delle caviglie, perché il corpo arriva ripetutamente ma in sicurezza a questi intervalli. Allo stesso tempo, è un esercizio che può aumentare il battito cardiaco, quindi in serie più brevi e con pause più brevi può servire anche come elemento di condizionamento.

E per quanto riguarda i risultati? Qui vale la pena mantenere i piedi per terra. Se l'obiettivo è migliorare lo squat come movimento, rafforzare il corpo e sentirsi più forti nel quotidiano, i risultati spesso appaiono in poche settimane: miglior controllo, maggiore profondità sicura, meno "trazione" nella parte bassa della schiena, camminata più facile su per le scale. Se l'obiettivo è costruire significativamente muscoli e forza, il goblet squat può essere un ottimo inizio, ma col tempo potrebbe essere necessario aggiungere altre varianti, ad esempio proprio lo squat con bilanciere, o rendere più difficile il goblet squat con il ritmo (discesa più lenta), pausa in basso o un numero maggiore di ripetizioni.

Entra in gioco anche ciò che le persone spesso trascurano: recupero, sonno, alimentazione e stress generale. L'allenamento regolare non riguarda solo "fare il proprio allenamento", ma dare al corpo la possibilità di migliorare. Chi fa squat una volta ogni due settimane avrà la sensazione di ricominciare sempre da capo. Chi fa squat due o tre volte alla settimana spesso scopre che la tecnica si stabilizza e il carico può crescere senza la sensazione di lotta.

Se il testo dovesse avere solo una breve lista pratica, allora si tratta di impostare il goblet squat in modo che porti benefici a lungo termine:

  • Iniziare con leggerezza e aggiungere peso solo quando il movimento è stabile e fluido
  • Mantenere i talloni a terra e assicurarsi che le ginocchia puntino approssimativamente nella direzione delle punte dei piedi
  • Mantenere il core stabile (non "spingere fuori la pancia", ma rendere il tronco solido nel suo insieme)
  • Lavorare con il respiro: inspirare prima della discesa, espirare durante la salita
  • Pensare alla lunga durata: meglio due o tre sessioni brevi a settimana che maratone occasionali

Per la credibilità, è giusto ricordare che lo squat e le sue varianti appaiono comunemente nelle raccomandazioni di organizzazioni rinomate dedicate alla forza e al condizionamento, perché si tratta di uno schema di movimento fondamentale. Chi vuole avere un quadro più ampio di come l'allenamento di forza si inserisca in uno stile di vita sano può consultare ad esempio le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sull'attività fisica e il rafforzamento (https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/physical-activity) o i materiali della NSCA (National Strength and Conditioning Association), che lavora a lungo termine con i principi dell'allenamento di forza sicuro (https://www.nsca.com/).

E infine c'è qualcosa di ancora simpatico nel goblet squat: si può fare quasi ovunque e senza grandi preparativi. Basta un kettlebell o un manubrio, qualche metro di spazio e la volontà di fare qualcosa per un corpo che nella vita quotidiana ha spesso troppo poco movimento naturale. Non è proprio questo tipo di semplicità che i comportamenti sostenibili richiedono? Quando il goblet squat diventa parte della routine, inizia a cambiare non solo la forza delle gambe, ma anche il senso complessivo di stabilità – e questo è un cambiamento che si nota ancora prima di poter essere misurato con un metro o fotografato allo specchio.

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