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# Víte, come la tiroide influenza il ciclo mestruale e la fertilità La tiroide è una piccola ghiand

Pochi organi nel corpo umano sono in grado di influenzare la salute femminile in modo così silenzioso eppure così fondamentale come la tiroide. Questa piccola ghiandola a forma di farfalla, situata nella parte anteriore del collo, regola il metabolismo, la temperatura corporea, il battito cardiaco e l'umore. Ciò che tuttavia molte donne ignorano è che la tiroide e il ciclo mestruale sono strettamente correlati – e che i problemi alla tiroide possono essere la causa di mestruazioni irregolari, difficoltà nel concepimento o aborti ripetuti. Il legame tra questo piccolo organo e la salute riproduttiva è più profondo di quanto possa sembrare a prima vista.

Ogni anno, sempre più donne si rivolgono agli studi di ginecologi ed endocrinologi soffrendo di disturbi del ciclo inspiegabili o cercando invano di rimanere incinte da lungo tempo. Eppure la causa potrebbe essere nascosta proprio nella tiroide – e trascurata sia dal medico che dalla paziente stessa. Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 750 milioni di persone nel mondo soffrono di disturbi della tiroide, con le donne colpite circa cinque-otto volte più frequentemente degli uomini. Questo dato da solo suggerisce quanto sia importante prendere sul serio l'argomento.


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Gli ormoni tiroidei e la loro influenza sul ciclo mestruale

Per comprendere come la tiroide influenzi le mestruazioni, è necessario prima osservare il funzionamento dell'intero sistema ormonale. La tiroide produce due ormoni chiave: la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3). Questi ormoni regolano i processi metabolici praticamente in tutte le cellule del corpo e sono indispensabili per il corretto funzionamento del sistema riproduttivo. La loro produzione è controllata dall'ipofisi tramite l'ormone tireotropo (TSH) e l'intero sistema è collegato all'asse ipotalamo–ipofisi–ovaie, che costituisce la base del ciclo ormonale femminile.

Se la tiroide non funziona correttamente, l'equilibrio degli ormoni sessuali – in particolare estrogeni e progesterone – viene alterato. Il risultato può essere un ciclo irregolare, mestruazioni troppo abbondanti o al contrario molto scarse, assenza di mestruazioni o ciclo doloroso. Le donne con ipotiroidismo – ovvero con ridotta funzione tiroidea – si lamentano spesso di mestruazioni troppo abbondanti e prolungate, stanchezza, aumento di peso e sensazione di freddo. Al contrario, le donne con ipertiroidismo, ovvero con aumentata funzione tiroidea, possono avere mestruazioni molto scarse, irregolari, o il ciclo può scomparire temporaneamente.

È interessante notare che il rapporto funziona anche in senso inverso. Gli estrogeni influenzano i livelli della globulina legante la tiroxina, una proteina che trasporta gli ormoni tiroidei nel sangue. Ciò significa che le fluttuazioni degli estrogeni – ad esempio durante il ciclo mestruale, la gravidanza o la perimenopausa – possono modificare la disponibilità degli ormoni tiroidei nell'organismo. Questa relazione reciproca spiega perché i problemi alla tiroide nelle donne spesso si manifestano per la prima volta proprio in periodi di cambiamenti ormonali, come la pubertà, la gravidanza o la menopausa.

Un esempio dalla vita reale potrebbe essere quello di una donna di trent'anni che, dopo il parto, inizia a fare i conti con esaurimento, perdita di capelli e cicli irregolari. Questi sintomi vengono facilmente attribuiti alla stanchezza materna o allo stress, mentre la vera causa potrebbe essere la tiroidite postpartum – una malattia infiammatoria della tiroide che colpisce circa il 5-10% delle donne dopo il parto e che, senza una diagnosi corretta, è difficile da trattare.

Tiroide e fertilità: l'ostacolo nascosto sul cammino verso la maternità

L'influenza della tiroide sulla fertilità femminile è un tema che negli ultimi tempi sta attirando sempre maggiore attenzione da parte degli esperti. I disturbi della funzione tiroidea sono tra le cause più frequentemente trascurate dell'infertilità femminile, mentre la loro diagnosi e il loro trattamento sono relativamente diretti. Le ricerche mostrano che le donne con ipotiroidismo non trattato hanno una probabilità significativamente inferiore di concepire con successo e un rischio maggiore di aborto nel primo trimestre.

Come avviene questo? Gli ormoni tiroidei sono indispensabili per una corretta ovulazione. Se sono insufficienti nell'organismo, possono verificarsi disturbi nella maturazione dell'ovulo o la sua mancata espulsione – una condizione chiamata anovulazione. Senza ovulazione non è possibile il concepimento naturale. Inoltre, anche nel caso in cui avvenga la fecondazione, bassi livelli di ormoni tiroidei possono impedire il corretto impianto dell'embrione nell'utero o compromettere lo sviluppo della placenta.

Merita particolare attenzione la malattia autoimmune della tiroide, in particolare la tiroidite di Hashimoto. In questa malattia, il sistema immunitario attacca il tessuto tiroideo stesso, causandone il progressivo danneggiamento e la riduzione della produzione ormonale. La tiroidite di Hashimoto è la causa più comune di ipotiroidismo nei paesi sviluppati ed è strettamente correlata ai problemi riproduttivi. Studi pubblicati sulla rivista specializzata Thyroid mostrano che la presenza di anticorpi anti-tiroide – anche in assenza di evidente disfunzione tiroidea – aumenta il rischio di aborto e di complicazioni in gravidanza.

Analogamente, anche l'ipertiroidismo può rappresentare un ostacolo sul cammino verso la maternità. Con la produzione eccessiva di ormoni tiroidei, si altera l'equilibrio ormonale necessario per un'ovulazione regolare. Le donne con ipertiroidismo non trattato possono soffrire di amenorrea – ovvero la completa scomparsa delle mestruazioni – o di cicli molto irregolari che rendono impossibile la pianificazione del concepimento. Come ha osservato l'endocrinologo e autore di pubblicazioni sulla salute riproduttiva Antonio C. Bianco: "La tiroide non è solo il motore metabolico del corpo – è un regolatore senza il quale non possono funzionare correttamente nemmeno i processi riproduttivi più fondamentali."

È importante sottolineare che anche il cosiddetto ipotiroidismo subclinico – una condizione in cui i livelli di TSH sono leggermente elevati ma i livelli di T3 e T4 sono ancora nella norma – può avere un impatto negativo sulla fertilità e sul decorso della gravidanza. Proprio per questo, le donne che cercano di rimanere incinte o che stanno seguendo un trattamento per l'infertilità dovrebbero sottoporsi a un esame completo della funzione tiroidea, inclusi i livelli di TSH, T4 libero e anticorpi.

Donna in consultazione ginecologica riguardo alla funzione tiroidea e alla fertilità

Cosa fare se si sospetta un problema alla tiroide

Riconoscere che dietro i disturbi mestruali o l'infertilità si nasconde la tiroide non è sempre facile. I sintomi sono spesso subdoli e facilmente confondibili con altri stati – stanchezza, stress o sindrome dell'ovaio policistico. Esistono tuttavia segnali a cui le donne dovrebbero prestare attenzione. Un ciclo mestruale irregolare in combinazione con stanchezza, perdita di capelli, variazioni di peso o sensazione di freddo può indicare un problema alla tiroide e merita sicuramente una visita medica.

Il primo passo diagnostico fondamentale è un esame del sangue che misuri i livelli di TSH e, se necessario, di altri ormoni. Questo semplice test è in grado di rilevare sia l'ipotiroidismo che l'ipertiroidismo ed è disponibile nell'ambito dell'assistenza sanitaria standard. Se i risultati indicano un problema, il medico di solito raccomanda un'ecografia della tiroide e, se necessario, test aggiuntivi per la presenza di anticorpi.

Il trattamento dipende dal tipo e dalla gravità del disturbo. L'ipotiroidismo viene trattato più comunemente con l'ormone tiroideo sintetico – la levotiroxina – il cui dosaggio viene regolato in base a esami del sangue periodici. Con una terapia correttamente impostata, il ciclo mestruale si regolarizza nella maggior parte delle donne e la fertilità migliora significativamente. L'ipertiroidismo viene trattato con farmaci che riducono la produzione ormonale, con iodio radioattivo o con intervento chirurgico, a seconda della situazione specifica della paziente.

Oltre all'approccio medico, svolge un ruolo importante anche lo stile di vita. Un'alimentazione ricca di iodio, selenio e zinco sostiene la sana funzione tiroidea, e questi minerali si trovano ad esempio nei frutti di mare, nelle noci, nelle uova o nei legumi. Al contrario, un consumo eccessivo di cavolo crudo, broccoli o altre verdure crocifere può, in quantità molto elevate, interferire con la produzione degli ormoni tiroidei – sebbene in quantità normali questi alimenti siano sani e benefici. Lo stress cronico e la mancanza di sonno influenzano negativamente anche la funzione tiroidea, poiché il cortisolo – l'ormone dello stress – disturba l'asse ipotalamo–ipofisi–tiroide. Prendersi cura del benessere psicologico e dormire bene non sono quindi solo raccomandazioni generali, ma passi concreti per sostenere l'equilibrio ormonale.

Per le donne interessate ai modi naturali di sostenere la salute ormonale, può essere interessante anche l'ambito degli adattogeni e degli integratori naturali. L'ashwagandha, ad esempio, è una delle erbe tradizionalmente utilizzate per sostenere la funzione tiroidea e ridurre lo stress – anche se prima di assumerla è opportuno consultare un medico, soprattutto in caso di disturbi tiroidei preesistenti. Analogamente, integratori alimentari di qualità contenenti selenio o vitamina D possono sostenere il sistema immunitario e contribuire alla sana funzione tiroidea, e la loro scelta dovrebbe essere consapevole e idealmente concordata con uno specialista.

La tiroide è un piccolo organo con una grande influenza. Il suo legame con il ciclo mestruale e la fertilità è così stretto che ignorarla nel contesto della salute riproduttiva femminile sarebbe un grave errore. Le donne che lottano da tempo con cicli irregolari, mestruazioni dolorose o difficoltà nel concepire dovrebbero considerare l'esame della tiroide come uno dei primi passi nel percorso verso le risposte – e verso una soluzione. Il corpo invia segnali: bisogna solo imparare a leggerli.

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