# Gonfiore durante il volo in aereo e come prevenirlo
Chiunque abbia mai affrontato un lungo volo conosce probabilmente quella sensazione sgradevole: la pancia che inizia a gonfiarsi, la pressione nelle viscere che aumenta e nessuna posizione comoda nel ristretto sedile che migliora la situazione. Il gonfiore in aereo è un problema sorprendentemente diffuso, di cui però si parla poco. La maggior parte dei passeggeri lo sopporta in silenzio, senza sapere che dietro questo fenomeno sgradevole si nascondono ragioni fisiologiche ben precise – e che esistono modi per attenuarlo o prevenirlo.
È interessante notare che piloti e assistenti di volo, ovvero persone che volano praticamente ogni giorno, conoscono molto bene questo problema. Non si tratta di un'eccezione né di una coincidenza, ma di una diretta conseguenza dell'ambiente in cui si muove l'aereo.
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Cosa succede al tuo corpo in quota?
La chiave per comprendere il fenomeno è la fisica. Quando l'aereo sale a un'altitudine di circa 10.000-12.000 metri, dove normalmente volano gli aerei di linea, la pressione dell'aria esterna cala drasticamente. La cabina è pressurizzata, ma nemmeno così raggiunge la pressione a cui siamo abituati al livello del mare. La pressione in cabina corrisponde approssimativamente alle condizioni a un'altitudine di 1.800-2.400 metri sul livello del mare. Può sembrare un dettaglio tecnico, ma per il tuo apparato digerente ha conseguenze molto concrete.
La legge fisica alla base di tutto ciò fu formulata già nel XVII secolo dallo scienziato irlandese Robert Boyle. La legge di Boyle afferma che a temperatura costante il volume di un gas è inversamente proporzionale alla pressione – in altre parole, quando la pressione diminuisce, il gas si espande. Ed è esattamente ciò che accade ai gas intrappolati nel tuo apparato digerente. Secondo le stime della NASA e di studi sulla medicina aeronautica, l'aria nel corpo può espandersi fino al 30 percento alla tipica pressione di cabina di volo. Trenta percento – un volume che le tue viscere devono semplicemente trovare da qualche parte.
In condizioni normali, il sistema digerente produce gas come sottoprodotto della digestione degli alimenti, soprattutto attraverso la fermentazione di fibre e carboidrati da parte dei batteri intestinali. A terra, questi gas si muovono in modo relativamente fluido e il corpo se ne libera per via naturale. In volo, però, il loro volume aumenta e il movimento in un sedile angusto rallenta ulteriormente il loro transito. Il risultato è quella caratteristica sensazione di pancia gonfia e tesa che può trasformarsi in crampi dolorosi.
Immaginiamo ad esempio Caterina, una contabile trentenne di Milano che vola regolarmente per lavoro a Londra. Ammette che nei primi anni questi voli erano fisicamente sgradevoli per lei – indipendentemente da cosa mangiasse o bevesse. Solo quando ha iniziato a modificare consapevolmente la propria dieta prima del viaggio e a muoversi di più durante il volo ha ottenuto un notevole sollievo. La sua esperienza non è isolata.
Che ruolo giocano cibo e bevande prima del volo?
Mentre la causa fisica del gonfiore è data e non può essere completamente eliminata, le abitudini alimentari prima e durante il volo hanno un'influenza fondamentale sull'intensità dei disturbi che si avvertono. Esistono alimenti che favoriscono notevolmente la produzione di gas intestinali e consumarli poco prima di salire sull'aereo può peggiorare drasticamente la situazione.
Tra i principali responsabili ci sono i legumi – fagioli, lenticchie, piselli – ma anche broccoli, cavolo, cavolfiore e cipolla. Questi alimenti contengono tipi specifici di carboidrati che l'organismo umano non riesce a digerire completamente e che diventano nutrimento per i batteri intestinali produttori di gas. In modo simile agiscono anche le bevande gassate, le cui bollicine aggiungono semplicemente ulteriore volume di gas all'apparato digerente, che poi deve espandersi da qualche parte.
L'alcol è un altro fattore che molti passeggeri sottovalutano. Sebbene un bicchiere di vino o una birra in aereo possano sembrare un modo per rilassarsi, l'alcol irrita la mucosa del tratto digerente, altera la motilità intestinale e in definitiva peggiora il gonfiore. Contribuisce inoltre alla disidratazione, che di per sé complica la digestione.
Al contrario, un adeguato apporto di acqua – semplice, non gassata – aiuta l'intestino a funzionare meglio e riduce la tensione generale nell'addome. Come indica la Mayo Clinic, l'idratazione è uno dei modi più semplici ed efficaci per favorire una digestione sana in generale, e nelle condizioni dell'aereo, dove l'aria in cabina è estremamente secca, questo vale doppiamente.
Esiste anche un gruppo specifico di passeggeri per i quali il problema del gonfiore in volo è più marcato rispetto agli altri. Le persone con sindrome dell'intestino irritabile, celiachia, intolleranza al lattosio o un apparato digerente generalmente sensibile possono avvertire disturbi notevolmente più intensi durante il volo. Per loro, la preparazione prima del volo è ancora più importante.
Come ha sintetizzato il gastroenterologo e divulgatore scientifico Michael Levitt, che ha dedicato tutta la sua carriera allo studio dei gas intestinali: «Il gas intestinale è una parte assolutamente normale della fisiologia – diventa un problema solo quando ce n'è troppo o quando non riesce a defluire normalmente.» Ed è proprio in aereo che entrambe queste condizioni possono facilmente verificarsi contemporaneamente.

Modi pratici per alleviare e prevenire i disturbi
La buona notizia è che il gonfiore durante il volo può essere notevolmente ridotto combinando semplici accorgimenti che non richiedono attrezzature speciali né farmaci. L'approccio più efficace è quello preventivo – ovvero iniziare a pensare a cosa e quando si mangia ancora prima di salire sull'aereo.
Idealmente nelle 24 ore precedenti il volo ha senso limitare gli alimenti ad alto contenuto di carboidrati fermentabili. Gli esperti di nutrizione parlano in questo contesto dei cosiddetti alimenti FODMAP – ovvero un gruppo di carboidrati particolarmente inclini alla fermentazione intestinale. Una panoramica più dettagliata di questi alimenti è offerta ad esempio dalla Monash University, pioniera della ricerca in questo campo. Non si tratta di una dieta drastica, ma di una scelta consapevole per dare al proprio apparato digerente la possibilità di funzionare in modo più tranquillo.
Il movimento durante il volo è il secondo fattore chiave. Stare seduti immobili per ore rallenta la peristalsi intestinale e i gas faticano a muoversi. Alzarsi regolarmente, fare una passeggiata nel corridoio dell'aereo o almeno stirare le gambe e ruotare il busto sul posto aiuta l'intestino a mantenere il suo movimento naturale. Non si tratta solo di comfort – il movimento ha un effetto fisiologico diretto sulla velocità e la facilità con cui i gas transitano attraverso l'apparato digerente.
L'abbigliamento che si indossa a bordo gioca un ruolo maggiore di quanto si potrebbe pensare. Jeans stretti, cinture rigide o biancheria intima compressiva limitano fisicamente lo spazio per i movimenti naturali dell'addome e possono intensificare i disturbi. Indossare abiti comodi e larghi non è solo una questione di stile – è una scelta pratica a favore del proprio benessere.
Per chi soffre di gonfiore in modo ricorrente e intenso, esistono anche preparati da banco. La simeticone, contenuta in vari prodotti disponibili in farmacia, aiuta a scomporre le bolle di gas nell'intestino e ne facilita la naturale fuoriuscita. Le alternative naturali sono i preparati enzimatici o le tisane a base di erbe – in particolare finocchio, zenzero e menta piperita hanno effetti comprovati nell'alleviare gonfiore e crampi. La tisana al finocchio è del resto un rimedio della nonna tradizionale che la scienza moderna ha confermato essere efficace.
È interessante anche ciò che succede masticando gomme o succhiando caramelle durante il volo. Molti passeggeri lo fanno per compensare la pressione nelle orecchie, ma allo stesso tempo ingoiano maggiori quantità di aria, aggiungendo ulteriore gas all'apparato digerente. È un dettaglio, ma in combinazione con gli altri fattori può contribuire al disagio complessivo.
Vale la pena menzionare anche la componente psicologica del viaggio. Lo stress e l'ansia – che si tratti del volo stesso, di un trasferimento o della pressione lavorativa legata al viaggio – hanno un'influenza diretta sulla digestione attraverso l'asse intestino-cervello. Il sistema nervoso e l'apparato digerente sono collegati molto più strettamente di quanto la maggior parte delle persone si renda conto, e la tensione si manifesta letteralmente nell'addome. La respirazione consapevole, la meditazione o semplicemente della musica rilassante nelle cuffie non sono quindi solo un modo per distendersi psicologicamente – possono avere un impatto misurabile sul benessere digestivo durante il volo.
Se si viaggia con bambini, è bene sapere che loro sono generalmente più sensibili a questi cambiamenti di pressione. Il loro apparato digerente è meno esperto e l'intestino reagisce ai cambiamenti ambientali in modo più marcato. Offrire a un bambino una tisana al finocchio o modificare leggermente la sua dieta prima del volo può contribuire notevolmente a rendere l'esperienza più piacevole per tutta la famiglia.
Volare è oggi una realtà quotidiana per molte persone e la pancia gonfia in aereo non deve necessariamente essere il prezzo da pagare per viaggiare comodamente. Capire perché si verifica questo fenomeno e prepararsi consapevolmente prima del viaggio può trasformare un'esperienza sgradevole in una questione di routine a cui non si presta maggiore attenzione. Il tuo intestino ti ringrazierà sicuramente per un po' di attenzione prima del decollo – e tu potrai goderti appieno il panorama dal finestrino senza dover concentrare tutta la tua attenzione sulla pressione nell'addome.